La battaglia contro le plastiche in mare fa proseliti nel Vibonese

Dopo le raccolte organizzate a Vibo e a Nicotera, l’associazione “Plastic free” promuove una nuova iniziativa a Bivona. Oltre il 10 per cento dei pesci contiene microparticelle nello stomaco
Dopo le raccolte organizzate a Vibo e a Nicotera, l’associazione “Plastic free” promuove una nuova iniziativa a Bivona. Oltre il 10 per cento dei pesci contiene microparticelle nello stomaco
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Continua senza sosta la battaglia contro la plastica condotta dall’associazione “Plastic Free Onlus”,  che ha lanciato la sfida di liberare il mondo dalla plastica per mezzo di una forte sensibilizzazione delle persone al rispetto dell’ambiente. L’obiettivo è quello di ripulire spiagge, città, pinete, strade. Dopo le raccolte organizzate a Vibo e a Nicotera, il prossimo appuntamento è stato fissato per domenica 18 ottobre quando i volontari che avranno risposto all’appello del referente provinciale Gregorio Greco si ritroveranno alle 8.30 a Bivona, presso il bar “La Rosa dei Venti”, situato in via delle Barche.

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Grazie alle iniziative organizzate in tutto il territorio nazionale da questa associazione, sono state fino ad oggi raccolti 172.330 chili di plastica.

Quello della plastica è considerato l’inquinamento più pericoloso in assoluto, in quanto i suoi effetti sono in gradi di causare danni irreversibili al pianeta e di conseguenza alla salute dell’uomo. Oltre 150 milioni di tonnellate si trovano già negli oceani e la plastica che galleggia nei mari potrebbe formare un’isola con una superficie grande quanto quella si Spagna e Portogallo. Per non andare troppo lontano, nel nostro Mediterraneo si stima che ogni anno finiscano 570 tonnellate di plastica. Andando di questo passo è facile prevedere che nel 2050 nei mari ci sarà più plastica che pesci. Purtroppo solo il 3 per cento della plastica prodotta viene riciclata, il resto viene incenerito o finisce nei mari. La plastica non si distrugge, ma si decompone in particelle sempre più piccole che entrano nella catena alimentare. Oltre il 10 per cento dei pesci contiene plastica nello stomaco, mentre migliaia di tartarughe e uccelli marini muoiono dopo aver ingerito plastica. Di conseguenza, ogni persona rischia di ingerire mediamente 5 grammi di plastica a settimana con gravi danni per la salute. Sono dati sui quali bisogna riflettere seriamente, il tempo a disposizione diventa sempre più breve.

In conclusione, anche se evitare la plastica è certamente sempre più difficile, è possibile adottare abitudini che, nella vita di ogni giorno, possono contribuire a ridurre i rischi. «Insieme – questo il messaggio lanciato dall’associazione onlus – possiamo fare la differenza e cambiare in positivo questo pianeta».