Eco-distretto a Sant’Onofrio, il sindaco Maragò: «Ecco perché il progetto non è una sciagura»

Il primo cittadino interviene sulle perplessità avanzate da più parti in merito alla realizzazione di una piattaforma di recupero spinto dei rifiuti e di una discarica di servizio in località “Palombara”. E asserisce: «Opinione pubblica allarmata su qualcosa di inesistente»

Il primo cittadino interviene sulle perplessità avanzate da più parti in merito alla realizzazione di una piattaforma di recupero spinto dei rifiuti e di una discarica di servizio in località “Palombara”. E asserisce: «Opinione pubblica allarmata su qualcosa di inesistente»

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Il sindaco Onofrio Maragò
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Dal sindaco di Sant’Onofrio, Onofrio Maragò, riceviamo e integralmente pubblichiamo:

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Il nuovo Piano regionale per la gestione dei rifiuti (Prgr) fissa, tra gli altri, i seguenti obiettivi che sono in linea con quanto previsto a livello europeo: recupero di almeno il 50 per cento dei materiali provenienti dai rifiuti domestici entro il 2020 (riutilizzo, riciclaggio e recupero di: carta, metalli, plastica, legno, vetro, organico); incremento del recupero della frazione organica per la produzione di compost di qualità; recupero energetico delle frazioni di rifiuto per le quali non è possibile alcun recupero di materia; minimizzazione dello smaltimento, a partire dal conferimento in discarica, ridotto al 20 per cento; raggiungimento del 65 per cento di raccolta differenziata entro il 2020.

Per conseguire i suddetti obiettivi il Piano regionale ha previsto per i diversi contesti territoriali gli interventi necessari in termini di investimenti e ha individuato per la gestione del ciclo dei rifiuti cinque Comunità di Ambito costituite dai Comuni delle rispettive province e rappresentate dai relativi sindaci. Tra gli investimenti previsti vi è un consistente intervento per finanziare un rafforzamento della raccolta differenziata dei rifiuti. Sono altresì previsti investimenti in nuove soluzioni impiantistiche sia di ammodernamento e potenziamento di quelli esistenti sia di nuovi. In particolare per l’Ato n. 4 di Vibo Valentia è prevista la realizzazione di una Piattaforma di recupero spinto Mps dei rifiuti urbani residui (indifferenziata), per la valorizzazione della frazione di rifiuti differenziati secca, per il compostaggio anaerobico. Allo scopo sono stati stanziati ben 45 milioni di euro a valere sul “Patto per la Calabria rifiuti Cipe 160/2016”. Al fine di conseguire un’autosufficienza in termini operativi, è previsto che nell’Ato 4 di Vibo Valentia nel Piano regionale viene indicato un fabbisogno di discariche per gli scarti dell’impianto di recupero spinto Mps stimato su base decennale in 200.000 metri cubi.

Il Comune di Sant’Onofrio, nella primavera di quest’anno, ha offerto la propria disponibilità a localizzare gli impianti sopra citati nel proprio territorio in località denominata “Palombara” (in foto) e l’Ato si è determinata su tale proposta con notevole ritardo e molte azioni di disturbo. Nel corso delle diverse assemblee dell’Ato, sono state indicate altresì delle particelle specifiche che sono adatte ad ospitare il polo impiantistico e oggetto di sopralluogo da parte dei tecnici della Regione. Tale individuazione specifica è puramente indicativa poiché in base alle specifiche esigenze impiantistiche potranno essere utilizzate anche altre particelle nella stessa area. Nell’ambito della località individuata (“Palombara”) sono state indicate sia delle aree di proprietà comunale che di natura privata, per le quali si è proceduto ad una preliminare verifica di inesistenza di vincoli inibitori di qualsiasi natura (a fronte della “richiesta” dell’Ato).

In più occasioni è stato ribadito che il polo impiantistico farà capo all’Ato di Vibo Valentia, sarà di proprietà pubblica e la decisione sulle modalità di gestione competerà sempre all’Ato. Pertanto chi allude a possibili interessi è in malafede poiché trattasi di opera pubblica ed i terreni su cui andrà a localizzarsi saranno oggetto di esproprio a norma di legge. Inoltre è stato altresì ribadito, persino in consiglio comunale, che la proposta localizzativa di Sant’Onofrio dovrà essere sottoposta alle necessarie verifiche preliminari atte a scongiurare ogni possibile limite ostativo.

Con questo spirito critico, questa Amministrazione si è mossa cautamente e con propri mezzi ad approfondire gli aspetti più propriamente tecnici riguardanti la realizzazione del polo impiantistico completo: piattaforma di recupero spinto e discarica di servizio, parlando di Eco-distretto. Nei mesi trascorsi è stata artatamente inscenata una polemica molto accesa sulla localizzazione della discarica, mal interpretando il ruolo e le caratteristiche delle nuove discariche previste dal Piano regionale, il quale prevede che siano impianti di smaltimento nei quali si deposita materiale che è stato preventivamente trattato per recuperare quanti materiali possibili di essere riciclati. In particolare, i nuovi impianti di trattamento sono in grado di isolare tutta la frazione organica, la quale andando in decomposizione crea i problemi più evidenti, al fine di produrre biometano e compost di qualità. Pertanto nella discarica di servizio andranno a depositarsi frazioni di materiale inerte che non trova altra forma di valorizzazione, allo stato attuale delle tecnologie.

L’area indicata dal Comune di Sant’Onofrio (località “Palombara”) risponde pienamente ai criteri di localizzazione riportati nel capitolo 19 del Prgr (relazione tecnica presentata all’Ato ed alla Regione Calabria con Pec del 3 aprile 2017) riscontrando che sulle superfici interessate esiste un vincolo tutorio di cui al R. D. 3267 del 1923. In seguito alla nota del 24/10/2017 del Dipartimento regionale all’Ambiente ed al successivo incontro del 6 novembre scorso, è stata approfondita la questione relativa ai vincoli paesaggistici riportati nel sistema informativo territoriale del Qtrp della Regione Calabria, che comunque incidono per meno del 10% della superficie delle particelle individuate per la localizzazione degli impianti previsti per l’Ato n. 4. Relativamente ai citati vincoli di natura paesaggistica, l’area individuata che è priva di vegetazione di rilievo, si presenta attorniata da boschi, mentre alcune delle particelle indicate sono al loro interno marginalmente interessate dalla segnalazione di boschi, che allo stato attuale risultano essere delle ceppaie e/o alberi sparsi.

Da una verifica effettuata tramite il sistema informativo dell’Uoa Politiche della Montagna, foreste e forestazione, difesa del suolo della Regione Calabria risulterebbe che l’area in questione (foglio 21 particelle 1, 74 e 75) sia interessata da “pascolo magro” già da diversi anni. Se ne deduce che, in fase di estensione del Qtrp, l’individuazione dei vincoli paesaggistici rientranti nei beni ex-lege per i boschi e le foreste e relativa perimetrazione, sia stata effettuata sulla base di rilievi visivi acquisiti con le ortofoto 2007-2008 della Regione Calabria. Ad ogni buon conto, l’area indicata si caratterizza per ampie superfici libere a seminativo e altre in cui vi è la presenza di rade sterpaglie. La macchia mediterranea interessa le porzioni di terreno aventi una pendenza tale da ridurne le lavorazioni agricole. A riprova della suddetta considerazione, si tenga conto che in data antecedente all’approvazione del Qtpr sulle medesime particelle individuate era stato espresso dalla Regione Calabria un parere Via positivo per la realizzazione di un impianto di smaltimento rifiuti (DD n. 10158 del 12/07/2013), successivamente ritirato in autotutela per motivi estranei ai vincoli di localizzazione posti in essere dal Prgr o da altre pianificazioni regionali e/o territoriali. Al fine di sgomberare il campo da ogni dubbio e per poter procedere alla realizzazione di quanto previsto dal Piano regionale, questa Amministrazione è pronta a predisporre una valutazione preliminare secondo le linee guida del Ministero dell’Ambiente, raccordandosi strettamente con l’Ufficio di Piano dell’Ato n. 4. Si spera così di superare i pregiudizi e le valutazioni precostituite che in questi mesi sono stati messi in evidenza sugli organi di stampa, con l’obiettivo di tranquillizzare quella parte di opinione pubblica che è stata allarmata su qualcosa di inesistente

Al fine di dare informazioni circa le ultime notizie circolate relative a vincoli paesaggistici ostativi rappresentati dalla Regione, nonostante la L.R. 12 ottobre 2012 n. 45 – Gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio forestale regionale – che all’articolo 14 – divieti – al comma 3, ammette una deroga per motivi di rilevante interesse pubblico alla trasformazione del bosco, di cui alla stessa legge all’art. 4 – definizioni – comma 11, in aderenza alla forte connotazione ambientalista dell’attuale Amministrazione, si ritiene che le porzioni di bosco segnalate nel webgis del Qtpr possano e debbano essere ricostituite nella stessa area in cui si prevede la realizzazione dell’Eco-distretto. Contrariamente a quanto erroneamente rappresentato da qualcuno, la presenza di folta vegetazione nell’area in cui si prevede la localizzazione degli impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti urbani dell’Ato 4 contribuisce in misura rilevante all’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica prodotte dai mezzi di trasporto e dalle attività di smistamento e di lavorazione dei materiali, potendosi così annoverare tra gli aspetti che ne avvantaggiano la localizzazione.

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