Acqua contaminata a Vena Inferiore, Sorical: «Responsabilità non nostre»

La società di gestione delle risorse idriche chiarisce la sua posizione rispetto ai disservizi registratisi nelle utenze domestiche dove sgorga acqua mista a infiltrazioni fognarie
La società di gestione delle risorse idriche chiarisce la sua posizione rispetto ai disservizi registratisi nelle utenze domestiche dove sgorga acqua mista a infiltrazioni fognarie
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Un anziano mostra un vecchio campione dell'acqua di Vena

Sergio De Marco, direttore Area operativa di Sorical, la società che gestisce le risorse idriche in Calabria, risponde alla lettere di una cittadina di Vena Inferiore chiarendo le responsabilità in ordine alle problematiche riscontate sulla potabilità dell’acqua. «Prendiamo atto – scrive – di quanto lamentato e degli esiti analitici che nel luglio 2020 hanno indotto l’Amministrazione comunale di Vibo Valentia ad emanare un provvedimento di limitazione d’uso dell’acqua erogata dalla rete di distribuzione comunale presso le abitazioni e le fontanelle pubbliche».

Quindi aggiunge: «Pur rammaricandoci dei danni subiti dalla popolazione, riteniamo indispensabile chiarire sia a lei che ai cittadini che ha inteso rappresentare, come anche agli Enti ed Istituzioni cui la presente è inviata per conoscenza, la più completa estraneità della nostra società rispetto alle problematiche evidenziate. La scrivente Sorical Spa – come noto – è responsabile esclusivamente della fornitura di acqua potabile all’ingrosso presso i serbatoi comunali dai quali poi hanno origine le reti di distribuzione che i Comuni gestiscono in via del tutto autonoma».

Nel caso di specie, si spiega, «le acque che alimentano le frazioni Vena Media e Vena Inferiore di Vibo Valentia provengono dallo schema acquedottistico del Monte Poro che, prima di raggiungere il serbatoio di Vena Media, serve anche i comuni di Briatico, Cessaniti, Filandari, Rombiolo, San Calogero, San Costantino Calabro e Zungri. Nel caso che ci riguarda, le acque che raggiungono Vena Inferiore sono derivate direttamente dal nostro serbatoio Vena Media – che rappresenta quindi il limite fisico delle nostre responsabilità – a mezzo di una lunga condotta comunale che si immette entro la rete di distribuzione raggiungendo così le utenze. Riteniamo che proprio tale condotta, in precarie condizioni di conservazione e verosimilmente con delle promiscuità nei riguardi della rete fognaria comunale, possa essere l’origine dei fenomeni lamentati. Alla stessa stregua altre motivazioni potrebbero rinvenirsi nella precarietà degli impianti di distribuzione privati a cui con ogni probabilità saranno connessi anche dei serbatoi di accumulo privati, degli impianti autoclave per capirci».

Quindi De Marco specifica che «le acque potabili erogate dall’acquedotto Poro sono  controllate 45 volte nel corso dell’anno e, nella fattispecie, tre volte l’anno presso il serbatoio di Vena Media e mai nel corso dei mesi di gennaio-maggio-settembre gli esami di laboratorio condotti dal nostro servizio interno hanno dato evidenza di alcuna non conformità. Per puro scrupolo, preso atto di quanto lamentato, il 3 dicembre 2020 abbiamo raccolto un campione dalla condotta di uscita dal serbatoio in questione, sottoponendolo ad una sessione di analisi ulteriore rispetto a quanto in via ordinaria prevede il calendario del nostro piano di autocontrollo, già al tempo notificato all’Asp competente. Anche questo campione è risultato perfettamente conforme. Non è inutile infine dare evidenza che nessuna problematica è stata mai lamentata presso i comuni sopra menzionati, parimenti alimentati dallo stesso schema acquedottistico che evidentemente adduce acqua potabile di ottima qualità e perfettamente conforme».