La Soprintendenza avvia le verifiche sulla compatibilità paesaggistica dei lavori in corso sul lungomare di Pizzo Calabro. Un risultato importante per le sezioni vibonesi di Italia Nostra, Archeoclub d’Italia e Wwf, che nei giorni scorsi avevano formalmente chiesto un accertamento sugli interventi strutturali lungo il tratto costiero prospiciente il centro storico. In particolare, le critiche si concentrano sulla mastodontica barriera frangiflutti dalla Marina alla spiaggia della Seggiola, che appare come una sorta di enorme paravento di cemento che preclude la vista del mare.

Le associazioni, rappresentate dai rispettivi presidenti, hanno reso noto di aver ricevuto un riscontro ufficiale in tempi rapidi. La richiesta di verifica, presentata il 12 gennaio, nasceva dall’adesione all’iniziativa di un gruppo numeroso di cittadini che ha manifestato preoccupazione per le trasformazioni in atto lungo la fascia costiera.

Nella comunicazione trasmessa agli enti firmatari, la Soprintendenza ha chiarito che l’istanza è stata formalmente acquisita e che sono già in corso le prime attività istruttorie. Nel documento si legge: «Con riferimento all’istanza in oggetto, acquisita agli atti di questo Ufficio al protocollo n. 200-A del 12.01.2026, concernente la rappresentazione, da parte di Archeoclub e Italia Nostra unitamente al Wwf Provincia di Vibo Valentia – Vallata dello Stilaro, della loro adesione e sostegno all’azione avviata da un folto gruppo di cittadini preoccupati per “l’impatto apportato dagli interventi strutturali e morfologici attualmente in corso lungo il tratto costiero prospiciente l’abitato storico di Pizzo Calabro”, si comunica che sono state avviate le verifiche documentali».

Un passaggio che conferma l’attenzione dell’ufficio ministeriale verso una vicenda che ha acceso il dibattito pubblico in città. L’intervento della Soprintendenza non si limiterà all’analisi degli atti amministrativi: è infatti previsto anche un controllo diretto sul campo. «Si informa, inoltre, che nei prossimi giorni questo Ufficio procederà a un sopralluogo tecnico presso l’area di cantiere per accertare la conformità delle opere e la sussistenza di eventuali difformità paesaggistiche o ambientali», prosegue la nota firmata dal responsabile del procedimento, l’architetto Marilù Laface, e dalla soprintendente Gilberta Spreafico.

Le associazioni ambientaliste e culturali hanno accolto con favore la tempestività del riscontro, sottolineando come il coinvolgimento dell’autorità preposta alla tutela del paesaggio rappresenti un passaggio fondamentale per fare chiarezza sugli interventi in corso. In attesa degli esiti delle verifiche documentali e del sopralluogo annunciato, Italia Nostra, Archeoclub e Wwf hanno già manifestato l’intenzione di chiedere di poter assistere alle operazioni sul posto, ribadendo il proprio ruolo di presidio civico a tutela del territorio e del valore storico e paesaggistico del lungomare di Pizzo.