Si è conclusa con il ritorno in mare una storia di recupero e tutela della fauna marina che ha visto impegnate diverse istituzioni del territorio calabrese. Questa mattina, alle ore 10.30, una tartaruga marina è stata liberata presso la spiaggia libera “7 Nani” di Pizzo Calabro, a pochi mesi dal suo ritrovamento in condizioni gravissime.

L’esemplare era stato recuperato il 3 febbraio 2026 dal personale della Guardia costiera di Pizzo, che durante le operazioni di soccorso aveva riscontrato la presenza di un sottile filo di nylon fuoriuscente dalla ranfoteca. Le condizioni dell’animale hanno richiesto un immediato intervento specialistico.

Come riferito nella nota, la tartaruga è stata operata nello stesso giorno del recupero. Gli accertamenti hanno infatti evidenziato «un amo nella parte bassa dell’esofago» e la presenza nello stomaco di «un grumo di circa 4 centimetri di materiale organico e fili di plastica di numerosi centimetri», elementi che risultavano presenti da tempo e in forte tensione all’interno dell’apparato digerente.

Recuperata il 3 febbraio dalla Guardia costiera con un amo nell'esofago e fili di plastica nello stomaco, è stata operata e curata fino alla guarigione completa dalla veterinaria Antonella Giglio

Dopo il primo intervento, il servizio veterinario Asp Area C di Vibo Valentia ha disposto il trasferimento dell’animale presso il Centro di recupero delle tartarughe marine M.a.r.e. Calabria di Montepaone, struttura di riferimento per il territorio regionale. Qui l’esemplare è stato sottoposto a un lungo percorso di cura e monitoraggio.

Le attività sanitarie sono state coordinate dalla medico veterinario Antonella Giglio, che ha seguito direttamente il recupero dell’animale insieme al personale del centro fino alla completa guarigione. Un lavoro durato diversi mesi e conclusosi oggi con il rilascio in mare.

La liberazione è avvenuta nel rispetto delle disposizioni previste dalla normativa regionale e, come stabilito dai protocolli, in prossimità del luogo in cui la tartaruga era stata recuperata. Alla cerimonia hanno preso parte i soccorritori della Guardia costiera di Pizzo, il personale del servizio veterinario Asp Area C di Vibo Valentia e i sanitari del centro di recupero.

Particolarmente significativo il momento del ritorno in acqua dell’animale. La nota sottolinea infatti come «vederla prendere il largo guarita e riacquistare il suo spazio naturale» rappresenti una testimonianza concreta dell’efficacia delle attività svolte a tutela delle specie protette.

L’episodio conferma inoltre il valore della collaborazione tra enti e operatori specializzati, evidenziando il ruolo svolto dalla Rete regionale spiaggiamenti della Regione Calabria nelle attività di soccorso, recupero e salvaguardia della fauna marina. Un lavoro silenzioso ma fondamentale che, anche in questa occasione, ha permesso di restituire al mare un esemplare destinato altrimenti a non sopravvivere.