Le strade “off limits” di Vibo Marina affossano ogni speranza di rilancio

Enormi disagi alla circolazione nella più importante frazione della città. Chiuse via Parodi, via Stazione e la Bivona-Porto Salvo: cartina al tornasole di un declino che appare inarrestabile

Enormi disagi alla circolazione nella più importante frazione della città. Chiuse via Parodi, via Stazione e la Bivona-Porto Salvo: cartina al tornasole di un declino che appare inarrestabile

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Via Parodi sbarrata al traffico
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In piena stagione estiva, le principali arterie di Vibo Marina continuano a essere interdette alla circolazione, impedendo una normale mobilità di residenti e turisti e arrecando intuibili disagi all’economia del territorio. 

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Via Parodi, importante tracciato urbano che collega la cittadina portuale alle altre frazioni costiere nonché strada ad intensa movimentazione lungo la direttrice per Tropea, continua a essere chiusa per lavori di officiosità idraulica al fosso Galeno. Sorte analoga per via Stazione, interessata da lavori per la costruzione di un sottopasso che avrebbe dovuto, almeno nelle intenzioni, contribuire a decongestionare il traffico veicolare.

Ma, attualmente, l’unica via d’ accesso al centro urbano e all’area portuale è costituita, ancora come ottant’anni fa, da un sottopasso ferroviario largo pochi metri, un autentico imbuto che provoca interminabili ingorghi, situazione aggravata dalla mancata presenza di vigili urbani. Da giorni è stata inoltre chiusa la strada che collega Bivona a Porto Salvo, mentre percorrere il tratto litoraneo della Sp 522 da Pizzo a Vibo Marina diventa impresa ardua a causa della vegetazione spontanea che invade la carreggiata.

Vibo Marina, via Parodi chiusa: esplode la rabbia di residenti e commercianti

Una situazione che appare come la cartina al tornasole per un territorio lasciato all’incuria e all’abbandono e dove ogni intervento s’impantana nelle imperscrutabili vischiosità della burocrazia. Dalle nostre parti, quando si vuole indicare una persona che è arrivata a toccare il fondo dell’indigenza, si fa ricorso a un’espressione dialettale molto pregnante: “non avi mancu a strada u camina” (non ha neanche la strada per camminare).

E sono in molti, nella frazione marina, ad avvertire i segnali di un declino che appare inarrestabile. Dopo il sogno industriale, trasformatosi in un miraggio, è mancata completamente la ricerca di fonti alternative di sviluppo; in particolare non è mai esistita una reale politica che incentivasse il turismo, mentre il porto, sulle cui ipotesi di sviluppo sono stati versati fiumi d’inchiostro e mari di parole, è rimasto in una situazione di stagnazione e i dati dimostrano che l’incidenza della portualità sull’economia vibonese è modestissima, considerando anche il fatto che gran parte del traffico portuale è costituito da movimentazione di prodotti petroliferi che genera ingenti flussi finanziari incamerati dall’erario statale e dalla Regione, ma con ricadute economiche sul territorio costiero pressoché nulle.

Vibo Marina, per crescere, ha urgente bisogno di strutture e di infrastrutture. La cittadina portuale, oltre che di un sistema viario efficiente, manca ancora di strutture essenziali, come una postazione di primo soccorso, una biblioteca, un auditorium, un parco urbano… e questo “cahier des doleances” potrebbe continuare ancora a lungo.