Gli alberi sono un pericolo o sono in pericolo?

La furia devastatrice è continuata lentamente ma inesorabilmente nel tempo, come in occasione dell’abbattimento della pinetina di Vibo Marina, la tabula rasa di piazza Annarumma fino alla cronaca di questi giorni, che registra il taglio di un antico pino in via Alighieri, vicenda che sta creando non poche polemiche

La furia devastatrice è continuata lentamente ma inesorabilmente nel tempo, come in occasione dell’abbattimento della pinetina di Vibo Marina, la tabula rasa di piazza Annarumma fino alla cronaca di questi giorni, che registra il taglio di un antico pino in via Alighieri, vicenda che sta creando non poche polemiche

Ciò che resta del pino tagliato in via Dante Alighieri
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Uno dei parametri più frequentemente utilizzati per misurare il grado di civiltà e l’indice di vivibilità di un territorio è la presenza di spazi pubblici e la cura del verde. Non è un caso se Vibo Valentia si trova, naturalmente non solo per questo, sempre in fondo alle classifiche sulla qualità della vita. Eppure, un tempo, Vibo era caratterizzata da strade d’accesso invidiabili da questo punto di vista, basti pensare ai 20 km. di viale alberato, costituito da imponenti pioppi, che dal Poro arrivava fino a viale Affaccio (nella foto in basso il cosiddetto viale dei Pioppi) e che la dissennatezza dei politici dell’epoca ha fatto abbattere negli anni ’70.

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La furia devastatrice è continuata lentamente ma inesorabilmente nel tempo, come in occasione dell’abbattimento della pinetina di Vibo Marina , la tabula rasa di piazza Annarumma fino alla cronaca di questi giorni, che registra il taglio di un antico pino in via Alighieri, vicenda che sta creando non poche polemiche. 

Taglio di un pino monumentale in via Dante Alighieri, Pd sulle barricate

Episodi che potrebbero valere una nomination per l’attribuzione del “premio Attila”, un riconoscimento simbolico che ogni anno viene concesso dal WWF a persone o enti che si sono particolarmente distinti nella distruzione dell’ambiente. Pochi mesi fa, in occasione del taglio indiscriminato di alberi avvenuto a Pescara, lo scrittore Erri De Luca così esternava, in tono ironico, la sua disapprovazione: “Sono pericolosi. Si tratta del più originale aggettivo attribuito agli alberi in tutta la storia umana. L’albero è una minaccia urbana e interurbana, l’albero sporge in disordine i suoi rami, tutto proteso verso il cielo, se ne infischia di voi e incombe strafottente sul vostro traffico. L’albero sfrutta i vostri gas di scarico per produrre l’asfissiante ossigeno, a stento moderato dall’azoto. Le sue pigne cadono senza paracadute, i suoi aghi esauriscono gli sforzi della nettezza urbana e non sono provvisti di sistema anti-sdrucciolo, le sue radici sfruttano sottosuolo pubblico comunale”.

 

Quel “giardino sul mare” che ormai non c’è più

Parole che, a quanto pare, potrebbero benissimo adattarsi anche a quanto accaduto a Vibo. Gli alberi, specialmente quelli con una storia, piante secolari, andrebbero tutelate invece che abbattute. Si renderebbe quanto mai necessaria, da parte del Comune, l’adozione, sull’esempio di altre amministrazioni più avanzate, di un regolamento che disciplini la formazione, la gestione, la manutenzione e la fruizione degli spazi verdi, che sia strumento di tutela paesaggistica, ornamentale e biologica e fornisca un supporto all’amministrazione pubblica per operare correttamente sul territorio, anche dotandosi di una figura specifica quale il responsabile degli Spazi Verdi con il compito di promuovere e salvaguardare le aree verdi sul territorio servendosi di esperti in materia di verde urbano. In una fase in cui gli indici che misurano la vivibilità della città sono arrivati ai minimi livelli ci sarebbe bisogno di un momento di riflessione.

E anche se per molti sembrerebbe fuori luogo parlare della salvaguardia del patrimonio arboreo essendo presenti altre più pesanti e pressanti emergenze, non è mai tempo perso parlare di ambiente.