Politiche 2018 | Il “4 marzo” da Dalla alle elezioni: ma gli italiani non credono più alle favole

La data resa celebre dal cantautore bolognese torna nell’immaginario collettivo portando con sé, questa volta, promesse e buoni propositi destinati puntualmente a svanire come una bolla di sapone 

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Quattro marzo 1943. Una data difficile da dimenticare per molti. E’ la data di nascita di Lucio Dalla. Al contempo è il titolo di una famosa canzone che il cantautore interpretò con enorme successo al Festival di Sanremo nel 1970. Dopo 48 anni, il 4 marzo torna – diversamente – nella vita degli italiani. Sarà, infatti, la data delle elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento. Coalizioni e non, sono già da tempo in campo a lanciarsi fango (e forse anche qualcosa di più) addosso con parlamentari di lungo corso o giovani rampanti che pur di conquistare una poltrona a Montecitorio o Palazzo Madama hanno saltato il fosso rinnegando il loro passato e le loro idee. 

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Leader vecchi e nuovi, con le loro fresche quanto magiche ricette economiche, tirate fuori tra un convegno e un dibattito, guarda caso alla vigilia di questa consultazione elettorale. Programmi – a loro dire imbattibili – per far ritornare l’Italia e gli italiani ai fasti di un tempo: quando nella casa dell’artigiano, del metalmeccanico, dell’impiegato o dell’insegnante si raggiungeva tranquillamente fine mese senza grossi scossoni; quando le strade come i posti di lavoro erano più sicuri e nei grossi centri come Vibo Valentia bastavano soli due vigili urbani a mantenere l’ordine senza scomodare l’Esercito; quando alle due settimane di ferie lontano di casa in pochi rinunciavano; quando mandare i figli a scuola, non solo quella dell’obbligo, si faceva quasi con serenità; quando per curarsi non era necessario contrarre un mutuo o conoscere le persone giuste.

Insomma Renzi, Berlusconi, come pure Grasso e Di Maio, giurano che il loro programma economico-sociale è quello giusto per far decollare di nuovo l’Italia. Non si registrano al momento promesse di nuovi posti di lavoro, avanzamenti di carriera e tutto quello che sino a qualche decennio fa faceva (vergognosamente) la differenza nella campagna elettorale.

Per fortuna gli italiani ormai non credono più alle favole. Gli italiani, e i meridionali in particolare, vogliono solo certezze per le loro famiglie. Certezze per potersi curare senza emigrare al nord, poter viaggiare in un treno come si viaggia nel Trentino e nella Valle d’Aosta. Poter uscire la sera con i propri cari e incontrare migliaia di persone per strada con i negozi illuminati e soprattutto con la certezza che al ritorno la tua casa non sia stata visitata da ladri. 

Questo chiedono gli italiani. E non essere ancora una volta umiliati da una classe politica sempre lontana dalla gente specie quella più bisognosa.  

Silvestro Comito 

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