Radiologia e laboratorio analisi attivi h24, presenza stabile degli specialisti in Pronto soccorso, sostituzione del personale prossimo alla pensione, mantenimento e rilancio dei reparti esistenti, chiarimenti sul progetto di Ospedale di Comunità. Sono questi i punti principali del documento approvato da oltre 200 persone nell’assemblea pubblica che si è tenuta il 24 gennaio a Tropea e trasmesso dal Comitato Costa degli Dei all’Asp di Vibo Valentia, insieme alla richiesta di un incontro ufficiale.

Il testo sostiene che l’attuale configurazione dell’ospedale tropeano non risponde al fabbisogno del territorio e che le carenze non possono essere compensate dall’assetto dell’ospedale di Vibo Valentia.

Un documento costruito dal territorio

Il Comitato Costa degli Dei si definisce una realtà nata “in difesa del diritto alla salute e alla sanità pubblica” e spiega di aver elaborato «questo dossier programmatico per mettere in luce le carenze attuali dell’Ospedale di Tropea e le proposte per rilanciarne la funzionalità».

La vertenza locale viene inserita in una cornice più ampia. «Le problematiche che affliggono la sanità pubblica sono di natura regionale, ovvero nazionale», si afferma, e solo «una presa di coscienza generale e un’organizzazione non ristretta a un solo territorio» può incidere sulle scelte politiche che hanno progressivamente ridotto l’offerta pubblica.

Un bacino d’utenza che va oltre i residenti

Una delle premesse centrali riguarda il bacino d’utenza dell’ospedale. Secondo il Comitato, «il bacino d’utenza di questo ambito territoriale non è correlato solo alla popolazione stanziale», perché l’area è interessata da forti flussi turistici. Nel documento si richiama la stima di «1 milione e 900mila presenze turistiche» nel 2024 sull’intera Costa degli Dei, con effetti diretti sulla domanda di cure e sul carico che ricade sull’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia.

Ospedale di Comunità e destino del presidio

I lavori avviati nel novembre 2024 per la realizzazione dell’Ospedale di Comunità vengono considerati un passaggio critico. Il Comitato ricorda che «secondo normativa di legge, un Ospedale di Comunità non può essere realizzato nei locali utili ad ospitare un ospedale generale».

Da qui una valutazione alternativa. «O il progetto di Ospedale di Comunità non è realisticamente realizzabile, o si prospetta il definitivo abbandono di Tropea come punto di riferimento ospedaliero», con il rischio di alimentare aspettative che, secondo il documento, non trovano riscontro negli atti concreti.

Personale e continuità dei servizi

Un altro elemento centrale riguarda l’organico. «Ogni aspettativa di funzionamento del presidio ospedaliero di Tropea risulta oggi compromessa dal raggiungimento dell’età pensionabile di una gran fetta del personale medico, infermieristico, sanitario e amministrativo».

Da questa constatazione discende una rivendicazione esplicita. «La comunità del territorio vuole e ha diritto a un presidio ospedaliero completo e funzionante secondo le norme di riferimento», indipendentemente da ipotesi future di riconversione parziale.

Pronto soccorso e diagnostica insufficiente

Il capitolo più articolato è dedicato al Pronto soccorso, descritto come non autosufficiente «a causa della totale assenza di figure specialistiche», tra cui anestesista, radiologo, cardiologo, ortopedico e neurologo.

Sul piano diagnostico viene segnalato che «bisogna attendere il referto radiologico per via telematica da Vibo Valentia», circostanza che limita la possibilità di una valutazione completa. Anche il laboratorio analisi, attivo solo in orario diurno, viene indicato come uno dei fattori che riducono l’efficacia del servizio.

Il documento riporta i dati sugli accessi, evidenziando che una parte dell’utenza sceglie di non rivolgersi a Tropea. «Molti pazienti si astengono, dirigendosi direttamente a quello di Vibo Valentia, proprio a causa delle mancanze».

Reparti e ambulatori a rischio

Nel prosieguo vengono analizzati ambulatori e reparti, dalla ginecologia alla psichiatria, dal SerD alla cardiologia, fino a chirurgia, anestesia e gastroenterologia. In più punti si sottolinea l’assenza di sostituzioni. Per l’anestesia si afferma che «dal 2025 non c'è stata una corrispondente sostituzione» e che questa condizione «blocca l'attività della sala operatoria».

Per la gastroenterologia viene contestata la sospensione delle prenotazioni Cup. «Da metà 2024 non sono più stati concessi appuntamenti per eseguire questi esami», lasciando come unica opzione la prestazione intramoenia.

La conclusione e la richiesta di risposte

Il documento si chiude sostenendo che l’ospedale di Tropea, nelle condizioni attuali, «non presenta le condizioni per svolgere la funzione di struttura di riferimento» per un territorio che, per gran parte dell’anno, raggiunge dimensioni ben superiori a quelle della popolazione residente. Per questo, il Comitato afferma che «il rafforzamento della struttura pubblica di Tropea è un obiettivo che noi intendiamo raggiungere con ogni forma di lotta».

Il testo è sottoscritto da numerose realtà associative, civiche e sindacali del territorio. Ora l’attenzione si sposta sulla risposta dell’Asp e sull’apertura di un confronto che il Comitato chiede avvenga sui contenuti concreti delle proposte avanzate.