Caro vita e carburanti, anche i commercianti vibonesi incrociano le braccia. Martedì 20 ottobre è prevista una iniziativa di mobilitazione con le serrande abbassate durante la prima parte della giornata, per protestare contro l'aumento dei costi che grava su imprese e famiglie. Un'iniziativa che punta a coinvolgere capillarmente le attività commerciali della provincia di Vibo Valentia e che si inserisce nel clima di crescente tensione economica e sociale delle ultime settimane, segnate dalle proteste degli agricoltori e degli autotrasportatori.

L'obiettivo è dare visibilità alle difficoltà di un comparto alle prese con spese sempre più elevate e consumi in calo. Il rincaro dei carburanti, dell'energia, dei trasporti e delle forniture si accompagna infatti alla riduzione del potere d'acquisto delle famiglie, con conseguenze dirette sulla tenuta delle piccole e medie attività commerciali.

La chiusura annunciata per domani vuole rappresentare una risposta collettiva a questa situazione. «Costi insostenibili e consumi in calo, servono risposte concrete», è il messaggio che accompagna la mobilitazione.

La protesta si allarga al commercio

L'iniziativa arriva mentre nel Vibonese prosegue il fermo degli autotrasportatori, scattato il 16 ottobre e destinato a concludersi proprio martedì 20. Una mobilitazione che ha interessato diversi punti strategici della provincia, tra cui Sant'Onofrio, Vazzano e Vibo Marina, e che si è intrecciata con le proteste degli agricoltori contro il caro gasolio.

Le conseguenze sono già visibili sul territorio. Alle code registrate nei giorni scorsi davanti ai distributori e all'esaurimento delle scorte di carburante si sono aggiunte le difficoltà nell'approvvigionamento dei supermercati, con i primi scaffali vuoti e la progressiva carenza di prodotti freschi nei punti vendita di Vibo Valentia.

In questo scenario, anche il commercio locale intende far sentire la propria voce, esprimendo solidarietà agli agricoltori e ai trasportatori e chiedendo alle istituzioni interventi per contenere i costi energetici e dei carburanti, sostenere le imprese e salvaguardare il potere d'acquisto dei cittadini.

La protesta, spiegano i promotori, riguarda non soltanto i titolari delle attività, ma anche l'occupazione, i servizi di prossimità e la vitalità economica dei centri urbani e dei piccoli comuni.

Da qui l'appello ai commercianti della provincia ad aderire alla giornata del 20 ottobre e ai cittadini a comprenderne le ragioni. L'intento è trasformare le serrande abbassate in un segnale collettivo di protesta, capace di richiamare l'attenzione sulle difficoltà dell'economia vibonese e sulla necessità di risposte concrete.