venerdì,Maggio 24 2024

Nuovo porto a Briatico, Paolillo (Wwf): «Si punta sulle infrastrutture in cemento»

L’analisi sarcastica del naturalista sull’idea che sta prendendo piede nella cittadina: «A pensarci bene un altro scalo è quello che ci vuole per incrementare ancora il turismo e valorizzare ulteriormente la Costa degli dei»

Nuovo porto a Briatico, Paolillo (Wwf): «Si punta sulle infrastrutture in cemento»

Pino Paolillo, naturalista e responsabile del settore Conservazione del Wwf di Vibo Valentia, interviene sull’idea di un nuovo porto turistico lungo il litorale vibonese. «Anche Briatico (forse) avrà il suo porto. Mi sembra giusto – osserva – Vibo Marina da un lato, Tropea dall’altro, perché Briatico no? Lo stesso dicasi per le altre cittadine aspiranti, da Pizzo a Nicotera, per non parlare dell’altro, grande progetto di un megaporto lametino, giusto per rispondere al porticciolo di Gizzeria (vuoi mettere?) E chissà che a Ricadi a qualcuno non venga in mente di rispolverare il progetto di un bel porto nel bel mezzo di Capo Vaticano, bocciato venti anni fa dal fanatismo ideologico (per dirla alla Meloni) dei soliti ambientalisti e da qualche centinaio di turisti nordici che scrissero imbufaliti contro una struttura che invece ne avrebbe ospitato yacht e lussuosi panfili. Davvero incredibile. Neanche fossimo rimasti ancorati all’ideale romantico di una natura bella e selvaggia fatta di rocce e di mare, come al tempo di quando Berto scriveva. E invece no, bisogna puntare su un’altra idea di sviluppo turistico, quella dei porti e delle infrastrutture in cemento».

Paolillo prosegue: «Mi immagino già un tour di naviganti nel Golfo che, dopo aver ammirato da vicino il museo di archeologia industriale della Sir, in rotta verso la Marinella di Pizzo si concedono una piacevole sosta per gustare un tartufo, prima di affrontare altre 4 miglia di mare periglioso fino a Vibo Marina. Un’occhiata al capolavoro (non a caso si chiama “Il Pennello”) di architettura calabra e poi Briatico, Tropea, Nicotera (ma prima a Coccorino un altro porticciolo non ci starebbe male, viste la distanza dalla “perla del Tirreno” (aggiungerei vibonese, visto che il Tirreno è un pochino più grande). E, ad appena due passi (si fa per dire), una sosta nel monumento alla globalizzazione dei traffici di ogni tipo, con annesso rigassificatore e vicino inceneritore di spazzatura di Gioia Tauro, gioiello di tecnologia della monnezza. Ma non è finita qui: qualche anno di pazienza e il tour sulle coste della Calabria straordinaria, si concluderà con la visione estasiata del Ponte sullo Stretto, che, da solo, richiamerà turisti da tutto il mondo, tutti ansiosi di farsi un selfie come a New York con la statua della Libertà o il Ponte di Brooklyn. Insomma, a pensarci bene, un altro porto è quello che ci vuole per incrementare ancora il turismo e valorizzare ulteriormente la Costa degli Dei. Non foss’altro perché – chiosa – a percorrerne le strade, l’unico riferimento al divino che verrebbe in mente, è quello indirizzato al Padreterno».

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