Stefanaconi commemora la “Tragedia della galleria”, momento di riflessione sulle morti bianche

Cinquantuno anni or sono, nel 1967, l’incidente che costò la vita a sette operai impegnati nel raddoppio della linea ferroviaria Battipaglia-Reggio Calabria

Cinquantuno anni or sono, nel 1967, l’incidente che costò la vita a sette operai impegnati nel raddoppio della linea ferroviaria Battipaglia-Reggio Calabria

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La commemorazione della tragedia
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Il 20 marzo del 1967, sette operai, impegnati nei lavori sulla rete ferroviaria Battipaglia – Reggio Calabria, persero la vita a causa del crollo della volta di una galleria nel territorio di Stefanaconi. Da quel giorno sono passati ben 51 anni senza che la comunità del piccolo centro dimenticasse quel tragico avvenimento. L’amministrazione comunale, con a capo il sindaco Salvatore Solano, ha voluto ricordare quei caduti sul lavoro con una cerimonia particolarmente sentita. Un’occasione per onorare il ricordo di Giosuè Giannetti, Arcangelo di Cinto, Antonio Felice, Antonio Matina, Giuseppe Clemente, Giuseppe Arciglione e Giuseppe Colloca e tutte le morti sul lavoro della comunità.

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La giornata ha avuto inizio con la Santa Messa celebrata dal parroco padre Carmelo Andreacchio. Alla stessa erano presenti i familiari delle vittime, gli studenti delle locali scuole accompagnati dal corpo docente, i rappresentanti delle associazioni e dell’amministrazione comunale. Alla fine della cerimonia religiosa, l’intervento del primo cittadino che, nel ricordare la tragedia ha voluto lanciare un monito nei confronti delle Istituzioni «affinché adottino provvedimenti concreti, per evitare che simili stragi possano verificarsi nuovamente. Gli interventi legislativi sono insufficienti in tema di sicurezza sul lavoro – ha rimarcato Solano -, ancor più se le imprese tendono al risparmio a causa dell’eccessivo costo del lavoro e i lavoratori sono costretti a operare in precarie condizioni». 

All’uscita dalla chiesa, un corteo si è diretto sul luogo dell’incidente dove l’anno scorso, nella ricorrenza del 50° anniversario, l’associazione “Cultura e/è Futuro” ha deposto una lapide con incisi i nomi degli operai che nella retrostante galleria hanno trovato la morte. La manifestazione si è conclusa in piazza della Repubblica con la benedizione della stele in pietra, eretta diversi anni fa dalla Pro loco, e anch’essa riportante i nomi dei caduti sul lavoro. Tanta l’emozione dei presenti ma, soprattutto, dei familiari i quali anche quest’anno non hanno fatto mancare la loro presenza.

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