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Oltre cinquemila presenze per la tappa regionale della storica manifestazione di “Libera”. Tanti familiari dei “caduti” per mano criminale. La mamma di Francesco Prestia Lamberti: «Non dobbiamo abbassare la testa davanti alla delinquenza»

Piazza Municipio Vibo Valentia
Cronaca

Memoria e impegno. È il binomio indissolubile che ha sfilato, insieme ai centinaia di ragazzi protagonisti della Giornata della memoria delle vittime innocenti di mafia, per le principali vie di Vibo Valentia. Hanno sfilato le idee, le storie, i desideri di riscatto in una terra amata ma ancora incapace di garantire ai suoi figli un futuro sano. Un domani lontano dalle forme di sopraffazione e prepotenza che ammalano il tessuto economico e sociale. Ma in occasione dell’iniziativa di Libera, nel primo giorno di primavera, a sfilare, c’è stato anche il ricordo di quanti hanno perso la vita per un progetto di vita sano lontano dalle ombre della criminalità organizzata. La retorica ha lasciato spazio ai gesti spontanei, ai visi puliti degli studenti, al coraggio dei familiari delle vittime che testimoniano con la loro presenza la volontà di ricucire quello strappo nelle comunità che la drammatica perdita dei loro cari ha provocato.  La partenza dal Parco delle Rimembranze è stata un tripudio di colori e di suoni. Partecipazione consapevole, massiccia e spontanea da ogni parte della Calabria. Vibo Valentia è invasa da una marcia coinvolgente. Il corteo ha toccato via Alcide De Gasperi, corso Umberto I per poi approdare lungo corso Vittorio Emanuele III e piazza Martiri d’Ungheria.

Oltre 5mila presenze a Vibo Valentia. Per il responsabile provinciale di Libera, Giuseppe Borello, quella di oggi è «una giornata di grande partecipazione che speriamo possa lasciare il segno per Vibo e l'intero territorio. Con oggi per noi inizia la Primavera di Vibo. Contiamo presenze importanti con oltre 5 mila adesioni». Un evento che ha coinvolto tutta la Calabria, studenti delle scuole superiori provenienti da Catanzaro, Cosenza, Girifalco, Reggio Calabria, Crotone. Anche Vibo in tutta la sua provincia ha risposto in maniera capillare. Dagli istituti “Murmura” e “don Bosco” anche i piccolissimi allievi. Manifestazione simbolo, aggiunge don Ennio Stamile, responsabile regionale dell’associazione antimafia: «affinché queste morti innocenti non siano state inutili ma ci sia l'impegno a vincere ogni forma di illegalità e violenza».

«Libera ci ha tolti dal buio». Toccante la testimonianza di Domenica Diano, moglie di Francesco Giorgino, ucciso negli anni ’90 nella sua officina: «Stava lavorando quando un sorvegliato speciale ha chiesto dell'olio e al suo rifiuto ha sparato.  Noi ancora non abbiamo avuto giustizia. “Libera” mi ha aiutato tanto perché ci eravamo chiusi in noi stessi. Ci ha tirato fuori da quel buio. Quando partecipo a queste cose sto bene anche con lui, ci sentiamo vicini». Accanto alla donna, anche il giovane nipote Francesco che mostra orgoglioso la foto del nonno stampata sulla maglietta.

La mamma di Francesco Prestia Lamberti: «Pretendo giustizia». Marciano in attesa di verità anche i ragazzi di Mileto, studenti frequentanti il liceo scientifico di Vibo per ricordare l'amico Francesco Prestia Lamberti, il 15enne ucciso a colpi d'arma da fuoco da un coetaneo lo scorso maggio. Dietro di loro, i genitori del ragazzo: «Non dobbiamo abbassare la testa davanti alla delinquenza. Oggi essere qua in così tanti è già un inizio – ci dice la madre di Francesco rimarcado la pretesa di giustizia – Non ci arrenderemo mai, mai. Per Francesco e le altre 700 vittime. Dietro queste vittime: ragazzi, padri, madri morti per mano assassina, ci sono le loro famiglie. La distruzione dell’intera famiglia». Parole positive in segno di auspicio per il futuro sono state riferite da don Peppino Fiorillo, per anni alla guida del Coordinamento provinciale di Libera: «Dobbiamo cercare di estirpare questa erbaccia. La mafia è come la gramigna che si genera sempre. Spetta a voi, alle nuove generazioni, portare avanti questa lotta». Dell'importanza di fare cultura nelle scuole, il papà di Filippo Ceravolo: «Oggi poteva essere qui con noi. Quando parlo ai ragazzi cerco di sensibilizzare partendo dalla mia esperienza e dal dolore della mia famiglia».

La lettura dei nomi. Oltre alla capillare adesione da parte del comparto scuola, in ogni ordine e grado, hanno dato un proprio contributo anche tanti cittadini. E sventolavano, tra le bandiere di Libera, anche i gonfaloni della Regione Calabria, delle città di Lamezia Terme, Montebello Jonico, Crotone, Drapia, Reggio Calabria, Polistena. Accanto le sigle sindacali Cgil, Uil, Cisl  e i centri di aggregazione sociale. I prefetti di Vibo Valentia e Reggio Calabria, Guido Longo e Michele di Bari, in una gremitissima piazza Municipio hanno avviato la lettura dei nomi di tutti i “caduti” per mano della criminalità organizzata. Sullo sfondo, la musica di un violino ha riempito la calda atmosfera vibonese. La giornata proseguirà nel pomeriggio con due seminari tematici: uno nei locali del complesso “Valentianum”, l’altro al Convitto “Filangeri”. 

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