Omissione di atti d’ufficio: dirigenti del Comune di Vibo rinviati a giudizio

Il gup dispone il processo per Adriana Teti e Paolo Tripodi. Al centro delle contestazioni la documentazione per l’infermità da riconoscere ad un dipendente comunale

Il gup dispone il processo per Adriana Teti e Paolo Tripodi. Al centro delle contestazioni la documentazione per l’infermità da riconoscere ad un dipendente comunale

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Omissione d’atti d’ufficio. Questa l’accusa per la quale il gup del Tribunale di Vibo Valentia, Graziamaria Monaco, ha rinviato a giudizio Adriana Teti, 61 anni, e Paolo Tripodi, 47 anni, entrambi dirigenti del Comune di Vibo Valentia. Secondo l’accusa, Adriana Teti nella sua qualità di dirigente del servizio “Personale” del Comune di Vibo Valentia e Paolo Tripodi, quale responsabile del servizio “Gestione Risorse umane”, avrebbero omesso di inoltrare al Ministero dell’Economia e delle Finanze la documentazione istruttoria suppletiva attinente l’istanza per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di un’infermità denunciata il 6 marzo 2009 da Leoluca Patania, sebbene richiesta dallo stesso Dicastero nonché esortata dall’interessato. I fatti al centro delle contestazioni risalgono al 2015. Parte offesa nel procedimento, Leoluca Patania, in servizio al Comune di Vibo all’ufficio anagrafe, assistito dall’avvocato Diego Brancia. L’inizio del processo dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia è stato fissato per il 12 giugno prossimo. Adriana Teti è difesa dall’avvocato Sonia Lampasi, Paolo Tripodi (residente a Gioia Tauro) è invece assistita dall’avvocato Girolamo Albanese. Le indagini sono state condotte dalla sezione di polizia giudiziaria dell’aliquota carabinieri della Procura. 

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