Vibo Marina a 75 anni dal bombardamento aereo, dalla Pro loco “fiori per non dimenticare”

Prevista per domani una cerimonia commemorativa del cruento episodio bellico che distrusse parte della cittadina portuale e causò 10 vittime tra i civili

Prevista per domani una cerimonia commemorativa del cruento episodio bellico che distrusse parte della cittadina portuale e causò 10 vittime tra i civili

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Un'immagine storica di Vibo Marina
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«Settantacinque anni fa. Si riapre come ogni anno il cassetto della memoria per ricordare il bombardamento aereo di Vibo Marina del 12 aprile 1943; una pagina di storia importante per la nostra comunità, un’occasione oggi ancora utile per riflettere sul tema della guerra a volte non lontana, sul dialogo tra cittadini e varie culture da perseguire al meglio, su una pace costruita giorno per giorno guardando alla dignità della persona ed al bene comune». La Pro loco di Vibo Marina commemora la sentita ricorrenza del bombardamento areo del 1943 e, come ogni anno, in collaborazione con l’Istituto comprensivo “A. Vespucci”, promuove per domani, giovedì 12 aprile, alle 10.30 una cerimonia nel corso della quale, i ragazzi del plesso “Presterà” deporranno dei fiori primaverili sulla targa in marmo posta sul muro della stessa Scuola – collocata dai cittadini di Vibo Marina nel 1993 – per ricordare quell’evento e le tante giovani vittime.

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«Quel giorno – si legge in una nota della Pro loco – le bombe sganciate dagli aerei avevano probabilmente come obiettivo punti strategici di Vibo Marina, come il porto e la stazione ferroviaria presidiata dai militari le cui perdite non furono rese note; si abbatterono ancor più sull’inerme piccolo campo sportivo all’epoca adiacente alla scuola “Presterà” – oggi nota come pinetina “12 aprile 1943” – e le fragili abitazioni vicine, provocando tanti feriti e 10 giovani vittime tra la popolazione civile: Annunziata Corso (anni 7) e le sorelline Rosaria e Lucia De Lorenzo (5 e 11 anni) che giocavano nel campo, Giovanna Lenza studentessa ginnasiale (14 anni), Rosina Sacco da poco sposata (anni 29), della famiglia Neri perdeva la vita la mamma Mariantonia Romano (33 anni) insieme ai suoi 4 figli Nicolina (10 anni), Vincenzo (7 anni), Anna (3 anni) e Franca (appena 7 mesi)».  

Quella terribile giornata, è stata più volte ricordata  da testimoni diretti: don Domenico Costa, Domenico Satriani, Giuseppe Minorchio, Domenico Papandrea, Francesco Fedele, Giuseppe Lenza ed altri. In particolare la scuola Presterà, è richiamata nel ricordo della maestra Angelina De Maria all’epoca insegnante di quel plesso. «Negli anni ‘40 – narra – la scuola elementare Presterà, la sola a quel tempo presente, cominciava a non essere sufficiente alle esigenze di Vibo Marina; bisognava far venire a turno  i ragazzi, al mattino o nel pomeriggio…  Quel 12 aprile del ‘43 mi recai alla scuola Presterà nel pomeriggio; la calda giornata primaverile ci invogliò ad una passeggiata con tutta la scolaresca che, in fila e contenta superata la falegnameria Cianflone e la ferrovia del porto, giunse sulla bella grande spiaggia ove ci soffermammo con tante attività. Tornati quindi a scuola, il tempo di dare i compiti per il giorno dopo, suonò la campanella seguita dai vivaci saluti dei ragazzi già ansiosi di rivedersi il giorno dopo…  Uscita, andai allora  a trovare la mia figlioccia “Tina Gatto” che abitava in una casa sul porto; affacciati al suo balcone guardavamo il mare, un piroscafo che entrava lentamente in porto; parlavamo serenamente di tante cose.  All’improvviso rimanemmo spaventate ed impietrite; fu un tutt’uno, un rombo assordante e una fortissima detonazione e la terra che tremò tutta… Percepimmo che qualcosa di terribile era successo; uscimmo di corsa sconcertate. Ricordo tanta polvere e fumo, odore acre, grida di dolore e di disperazione proveniente dal campo sportivo, persone che chiamavano i loro cari,  case e baracche intorno distrutte, purtroppo tanti feriti e morti sotto le macerie… Qualcuno correva per prestare soccorsi tra cui il nostro parroco don Costa, altri fuggivano per paura. Molti danni riportava anche la nostra cara scuola Presterà, poco prima piena di scolari. Mentre scendeva la sera, tutto non era più come prima».

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