Cani avvelenati a Serra, la “strage” silenziosa continua

Bocconi mortali per randagi e non, che muoiono con grande sofferenza, vengono sparsi per tutto il territorio. I residenti chiedono maggiori controlli e più attenzione nei confronti del fenomeno

Bocconi mortali per randagi e non, che muoiono con grande sofferenza, vengono sparsi per tutto il territorio. I residenti chiedono maggiori controlli e più attenzione nei confronti del fenomeno

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

È il metodo più violento per risolvere il fenomeno del randagismo. Veloce ed efficace. Continuano a morire avvelenati, cani e randagi nelle Serre vibonesi. Così come nel resto della provincia e, più in generale della Calabria, bocconi avvelenati vengono sparsi nei territori soprattutto nelle zone “strategiche”, luogo di ritrovo di bestiole vaganti. Il risultato è la scia di cani morti per avvelenamento. Non si tratta di un fenomeno nuovo, non si tratta di un fenomeno isolato. A Serra San Bruno, la “barbara” pratica continua ad essere la modalità con la quale qualche cittadino tenta di arginare il numero di randagi. Le cucciolate, confermano gli abitanti, avvengono periodicamente senza un effettivo controllo da parte delle autorità preposte. Senza campagne di sterilizzazioni. Al massimo, come avvenuto in passato, con convenzioni con i canili che poco hanno portato in termini di contenimento delle presenze di randagi.

Informazione pubblicitaria

Il metodo è sempre lo stesso: polpette miste a insetticidi e sostanze tossiche. Un mix che, come conferma un veterinario della zona, il più delle volte risulta fatale: «Dipende dalla quantità ingerita e dal ritrovamento dell’animale. Se si riesce a intervenire in tempo con una lavanda gastrica e successiva terapia, ci sono chance di sopravvivenza». Nell’ultimo mese, il solo professionista è riuscito a salvare tre cani. Ma non è sempre così. Spesso randagi o anche cani padronali lasciati liberi di notte, muoiono tra atroci sofferenze. Se da un lato, mani criminali provocano la morte di decine e decine di animali d’affezione, dall’altro numerosi residenti chiedono che si ponga fine a questa mattanza. Maggiori controlli, maggiore sensibilità da parte dei padroni, maggiore attenzione da parte delle istituzioni nella risoluzione del fenomeno.  

 

LEGGI ANCHE: Pizzo, decine di cani da anni reclusi in rifugi di fortuna tra rifiuti e sterpaglie

Polpette avvelenate per i cani sparse nel territorio di Ricadi: scatta l’allarme