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Il Movimento Cinque Stelle ricorda di essere stato tacciato di pressapochismo quando ad ottobre aveva chiesto ad Andrea Niglia di dimettersi

Cronaca

"Apprendiamo la notizia, oramai di pubblico dominio, dello scioglimento del Consiglio comunale di Briatico, con a capo Andrea Niglia, per infiltrazioni mafiose deciso dal Consiglio dei Ministri, su proposta di Marco Minniti, ministro dell'Interno. Ciò comporta la decadenza anche dalla carica di presidente della Provincia di Vibo Valentia di Andrea Niglia. Eppure ad ottobre il Meetup del Movimento Cinque Stelle di Vibo solo per aver osato chiedere a Niglia di rassegnare le dimissioni da presidente della Provincia, per motivi di opportunità politica in attesa che le sue ragioni venissero chiarite nelle sedi competenti, è stato fatto oggetto di minacce di querele e da taluni politici pubblicamente accusato di pressapochismo e di alimentare la stagione dell'odio e dell’antipolitica. Quindi, il problema, alla fine, eravamo noi, i grillini”. E’ quanto afferma in una nota il deputato vibonese del Movimento Cinque Stelle, Riccardo Tucci, unitamente all’organizzatore dei Meetup vibonesi, Silvio Pisani, oltre al M5S di Pizzo Calabro ed ai Meetup di Briatico, Tropea, Maierato e San Calogero. “A schierarsi apertamente a favore dello stesso Niglia e contro di noi ci furono una serie di personaggi di spicco della politica vibonese. Adesso che sulla stessa nostra linea si pongono anche le Istituzioni del Governo centrale, non pretendiamo che vengano riconosciute le nostre ragioni, non è questo lo scopo del nostro scritto. Ma forse che quei nostri accusatori abbiano modo di capire ed ammettere che quelle richieste non erano basate su uno spirito di polemica acritica, votata all'irrilevanza, ma frutto di un'analisi attenta, scrupolosa e lungimirante. Forse, all'interno della loro coscienza, lo riconosceranno. Ma sappiamo che, come nella migliore tradizione, chi dice la verità molto spesso non viene creduto. Come Cassandra, che disse ai Greci di non fidarsi del cavallo di Troia, ma gli stessi se ne accorsero troppo tardi, quando il danno alla città era oramai irreparabile. Per questo non ci fermiamo, ma pretendiamo che il sistema di legalità e garanzie su cui si basa il nostro Stato non consenta più a soggetti che non siano stati riconosciuti assolutamente estranei a rapporti equivoci di sorta di rimanere in carica. Il nostro territorio - conclude il Movimento Cinque Stelle - ha bisogno di uomini politici che una volta ottenuta la fiducia degli elettori sappiano restituirla a fine mandato, ancora più salda. Senza se e senza ma”.

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Lacnews24.it
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