Corpus domini, in centinaia alle celebrazioni di Mileto

La tradizionale processione diocesana salutata da un’ampia partecipazione e impreziosita dall’infiorata realizzata dalla comunità di Potenzoni davanti alla cattedrale. Il vescovo Renzo: «Amate gli altri amando il Signore»

La tradizionale processione diocesana salutata da un’ampia partecipazione e impreziosita dall’infiorata realizzata dalla comunità di Potenzoni davanti alla cattedrale. Il vescovo Renzo: «Amate gli altri amando il Signore»

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Le celebrazioni del Corpus domini a Mileto
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Centinaia di pellegrini provenienti da tutta la diocesi, i ragazzi della Prima comunione, decine di gonfaloni delle varie congreghe parrocchiali, con tanto di rispettivi “confratelli” al seguito, sacerdoti, religiosi, componenti delle molteplici realtà laicali, le massime autorità civili politiche e militari del territorio. Sono questi i corposi numeri dell’edizione 2018 della tradizionale processione diocesana del “Corpus Domini”, svoltasi nei giorni scorsi a Mileto. Un appuntamento importante, che grazie al vescovo Luigi Renzo ha assunto il carattere di unicità, divenendo negli anni tra i più attesi dai fedeli della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.

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L’evento religioso ha avuto inizio alle 18.30 con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal presule all’interno dell’imponente chiesa Cattedrale, impreziosita anche quest’anno dalla bellissima infiorata realizzata sull’atrio del portone centrale dalla comunità di Potenzoni, raffigurante la Vergine Maria donna eucaristica. Successivamente, la chilometrica processione si è diramata per le vie principali della cittadina normanna, mai come in questo caso dimostratasi degna sede della più antica diocesi di rito latino del meridione d’Italia. Molti i momenti di grande raccoglimento e di profonda riflessione registratisi nel corso della cerimonia ecclesiale, ad esempio quando si è proceduto alla discesa del Santissimo Sacramento dal sagrato della cattedrale.

La processione della solennità del “Corpus Domini”, sviluppatasi per la via Conte Ruggero e lungo il Corso Umberto I, si è conclusa all’esterno della chiesa madre quando ormai le ombre della sera avevano fatto capolino da un pezzo. Accompagnata dalle coinvolgenti note dei canti ecclesiastici intonati dal coro polifonico “Gregorianum” dalla cattedrale, diramati per le varie vie della città grazie ad un apposito sistema audio. Il tutto incastonato in una cornice a dir poco suggestiva, fatta di strade cosparse di fiori, di davanzali e balconi delle case addobbati a festa, con tanto di arazzi e luci votive. Il fine evento è stato suggellato dalla paterna benedizione solenne impartita da un commosso monsignor Renzo sul sagrato della cattedrale. Il presule, poco prima aveva sottolineato l’esigenza di lavorare in unità e comunione, «necessari a testimoniare al mondo l’amore di Dio verso di noi», e di uscire dall’atteggiamento di perbenismo e di spirito borghese, «facendo il primo passo verso gli altri come la Madonna nei confronti di Sant’Elisabetta poco prima del parto». Concetti sintetizzati dal vescovo nella frase: «Amo amare, amando l’amore», nel senso «di prendere gusto ad amare gli altri amando il Signore, cioè l’amore per eccellenza e in lui il prossimo».