Ordinanze del Comune contro La Rada a Vibo Marina, la parola passa al Tar

La società gestisce uno stabilimento balneare con bar e ristorante e punta a far valere le proprie ragioni dinanzi ai giudici amministrativi. Il consigliere comunale Luciano annuncia un'interrogazione sulla vicenda

La società gestisce uno stabilimento balneare con bar e ristorante e punta a far valere le proprie ragioni dinanzi ai giudici amministrativi. Il consigliere comunale Luciano annuncia un'interrogazione sulla vicenda

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Dovrà essere discusso dinanzi al Tar di Catanzaro il ricorso presentato dalla società La Rada s.r.l., in persona del suo amministratore unico Giuseppe Cascasi, contro il Comune di Vibo Valentia per ottenere l’annullamento – e prima ancora la sospensione – di una diffida del Comune di Vibo nonché di un verbale di sopralluogo effettuato dalla polizia municipale, diretta dal comandante Filippo Nesci, e di una nota dello stesso Comune del 6 febbraio scorso. Con tali atti, il Comune contesta alla Rada (struttura balneare con annesso ristorante e bar) la realizzazione di alcune presunte opere abusive e la modifica di destinazione d’uso dell’immobile. Da qui l’ordinanza di demolizione e il ritiro della licenza per la somministrazione di alimenti e bevande con atti firmati dai dirigenti Michele Fratino ed Adriana Teti. Il Comune, affidandosi al legale dell’ente Maristella Paolì, ha quindi ora deciso di costituirsi nel giudizio promosso al Tar dalla società “La Rada srl” che, attraverso una serie una serie di argomentazioni tecniche e giuridiche, oltre che sull’osservanza del Piano spiaggia, punta a smontare le tesi dell’ente e quindi ad ottenere l’annullamento dei provvedimenti nati a seguito di un esposto presentato da un operatore turistico di Vibo Marina. La parola passa ora ai giudici amministrativi che già in passato hanno annullato non pochi provvedimenti emessi dal Comune con conseguente riapertura delle strutture interessate dalle ordinanze di chiusura. Intanto,sulla vicenda interviene il consigliere comunale, Stefano Luciano, il quale si chiede come sia possibile “che su un terriorio sofferente chiudono o sono indotte a chiudere le migliori attività produttive. Chiude il 501 – afferma Luciano – chiude la Rada, chiudono i negozi di corso Vittorio Emanuele. Ho formulato accesso agli atti per capire bene la vicenda della Rada e, se del caso per portare la questione in Consiglio Comunale. Formulerò inoltre un’interrogazione all’assessore al ramo Francesco Pascale, per capire se l’unica soluzione amministrativa, giuridicamente sostenibile, è davvero l’ennesima chiusura di un’attività produttiva a Vibo Marina. Occorre aprire un dibattito per verificare come, nel rispetto della legalità, la politica cittadina vuole stare vicino agli imprenditori”.

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