Usura, estorsione e furto: un’assoluzione a Vibo

Imputato un 61enne di Acquaro. L’accusa aveva chiesto la condanna a 4 anni ed 8 mesi di reclusione

Imputato un 61enne di Acquaro. L’accusa aveva chiesto la condanna a 4 anni ed 8 mesi di reclusione

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Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia ha assolto Damiano Ciancio, 61 anni, di Acquaro, accusato dei reati di usura, estorsione, furto aggravato ed appropriazione indebita. Il pm della Procura di Vibo, Corrado Caputo, aveva chiesto la condanna a 4 anni ed 8 mesi di reclusione. Secondo l’accusa, l’imputato in cambio del mancato pagamento della somma di 5.700 euro a fronte di alcuni lavori eseguiti in dei terreni dell’imprenditore di Rosarno Gregorio Meliadò, si sarebbe fatto promettere dalla vittima degli interessi usurari pari al 20% mensile. Dopo il pagamento degli interessi sulla somma di 5.700 euro, l’imputato avrebbe minacciato l’imprenditore di Rosarno e da qui l’accusa di estorsione, mentre quella di furto faceva riferimento all’impossessamento di un assegno di 4.750 euro e quella di appropriazione indebita al prelievo di settemila capi di abbigliamento per un valore di 22mila euro. Damiano Ciancio, difeso dall’avvocato Luigi Giancotti, è stato però assolto da tutti i reati contestati in un arco temporale che va dal dicembre del 2007 al maggio del 2008. 

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