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Il Riesame annulla l’ordinanza di custodia cautelare. Nativo di Nicotera, residente a Gioia Tauro, con rilevanti interessi nel Vibonese, è coinvolto nell'inchiesta contro il clan Piromalli

Cronaca

Torna libero Nicola Comerci, 71 anni, nato a Nicotera, residente a Gioia Tauro, ma con rilevanti interessi economici nelle province di Vibo Valentia, Roma, Bologna ed in tutto il Nord-Italia. Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha infatti disposto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere che aveva raggiunto l’imprenditore nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Provvidenza”, il cui procedimento è attualmente pendente al Tribunale di Palmi. Le porte del carcere si erano aperte quando il gip di Reggio Calabria aveva accolto la richiesta della Dda di Reggio Calabria. Nel gennaio scorso, quindi, il gip aveva concesso all’imprenditore gli arresti domiciliari in accoglimento di un’istanza degli avvocati Giovanni Vecchio e Nico D’Ascola. Il Tribunale del Riesame, chiamato ora a pronunciarsi per la terza volta, essendo stati due gli annullamenti in Cassazione, ha fatto quindi propria la decisione della Suprema Corte di Cassazione, prima sezione penale. Il primo annullamento con rinvio era invece stato deciso dalla Cassazione nel luglio dello scorso anno. Il Riesame ha così accolto la linea difensiva del collegio composto dagli avvocati Giovanni Vecchio e Sandro D’Agostino, Nico D’Ascola ed Ettore Squillaci, i quali hanno insistito sull’illogicità del costrutto accusatorio, in gran parte fondato su materiale probatorio già valutato, nel lontano 2005, dalla Corte di Appello di Reggio Calabria, Sezione Misure di Prevenzione, in occasione dell’annullamento del decreto impositivo della misura di prevenzione personale. Comerci potrà ora attendere a piede libero l’esito del procedimento penale pendente dinanzi al Tribunale di Palmi. Comerci era finito in carcere nell’ambito della seconda fase dell’operazione antimafia denominata “Provvidenza” contro il clan Piromalli, definito dalla Dda di Reggio Calabria “il più influente dell’intera ‘ndrangheta calabrese”. Per gli investigatori, Nicola Comerci avrebbe creato un impero economico nel settore turistico-ricettivo avvalendosi dei capitali e della protezione dei Piromalli di Gioia Tauro, offrendo in cambio ricovero per i latitanti del clan, favorendo investimenti nel settore immobiliare attraverso l’inserimento di ditte di riferimento del sodalizio nelle forniture alberghiere. Collegamento che sarebbe emerso in modo ancora più palese – secondo gli inquirenti – in occasione del tentato omicidio del figlio Andrea, avvenuto nel giugno 2015 a Parghelia. Un episodio che avrebbe spinto Nicola Comerci a rivolgersi ad esponenti della cosca Piromalli per giungere all’individuazione dell’autore dell’azione delittuosa. La vicenda processuale si incrocia anche con il parallelo procedimento di prevenzione, attualmente pendente dinanzi al Tribunale di Reggio Calabria, Sezione Misure di Prevenzione, nell’ambito del quale nel novembre scorso, allo stesso imprenditore sono stati sequestrati beni per 50 milioni di euro. Comerci avrebbe inoltre avuto rapporti con il clan La Rosa di Tropea ed i Mancuso di Limbadi e Nicotera, gestenso un villaggio turistico a Parghelia. 

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