Bancarotta fraudolenta: due condanne in Tribunale a Vibo

I giudici ritengono colpevole anche l’ergastolano Pasquale Quaranta di Santa Domenica di Ricadi

I giudici ritengono colpevole anche l’ergastolano Pasquale Quaranta di Santa Domenica di Ricadi

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Bancarotta fraudolenta per distrazione e bancarotta documentale. Questi i reati per i quali il Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Giulio De Gregorio, ha condannato oggi Pasquale Quaranta, 55 anni, e Pietro Iannello, 48 anni, entrambi di Santa Domenica di Ricadi alla pena di 3 anni e 10 mesi ciascuno. La bancarotta si riferisce ad una società con sede a Soriano attiva nella commercializzazione delle gomme per auto. Le indagini per la bancarotta sono state condotte dalla Guardia di finanza, mentre il fallimento della società risale al 27 novembre 2009. Il pm Filomena Aliberti aveva che chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi per Pietro Iannello ed a 3 anni e 10 mesi per Pasquale Quaranta. I due imputati erano difesi dagli avvocati Mario Bagnato ed Antonio Porcelli. In particolare, Pasquale Quaranta era accusato, nella sua qualità di amministratore di fatto della società “La Torre pneumatici srl”, di aver occultato e distratto i beni societari (una fornitura di pneumatici) per arrecare pregiudizio ai creditori per un ammontare pari a 274.717,20 euro, mentre in concorso con Pietro Iannello (legale rappresentante della “La Torre pneumatici srl”, è poi accusato di aver sottratto i libri e le scritture contabili della società in modo da procurarsi un ingiusto profitto e recare pregiudizio ai creditori non rendendo possibile la ricostruzione del patrimonio della società fallita. Il solo Pietro Iannello era anche accusato di non aver ottemperato all’ordine del giudice di depositare i bilanci e le scritture contabili e fiscali obbligatorie, nonchè l’elenco dei creditori e di presentarsi al curatore dopo essere stato convocato per fornire chiarimenti in merito alla gestione dell’impresa.                                                                        Pasquale Quaranta (in foto) si trova detenuto per scontare un ergastolo rimediato al termine dell’operazione antimafia denominata “Peter Pan”. La sentenza della Cassazione è arrivata nel novembre dello scorso anno ed ha ritenuto Pasquale Quaranta colpevole in via definitiva dell’omicidio di Saverio Carone (avvenuto il 12 marzo 2004 a Santa Domenica di Ricadi) e delle tentate lesioni personali aggravate di Ivano Pizzarelli e Pietro Carone (30 novembre 2002 a Tropea e 6 giugno 2004 a Santa Domenica).

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