giovedì,Luglio 29 2021

Omicidio dell’avvocato Ciriaco: condannati i Fruci, assolto Tommaso Anello

Condanna anche per il collaboratore di giustizia Francesco Michienzi di Acconia di Curinga. L’agguato al professionista nell’aprile del 2002 lungo la strada dei Due Mari. E’ la seconda assoluzione per il boss di Filadelfia

Omicidio dell’avvocato Ciriaco: condannati i Fruci, assolto Tommaso Anello

La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro (Gabriella Reillo presidente, a latere il giudice Francesca Garofalo) ha condannato tre imputati per l’omicidio dell’avvocato lametino Torquato Ciriaco, ucciso in un agguato l’1 aprile del 2002 all’altezza del bivio “Due Mari” di Maida, quando un commando affiancò il fuoristrada a bordo del quale viaggiava la vittima predestinata crivellandolo a colpi di fucile caricato a pallettoni. In particolare, i giudici d’appello – riformando la sentenza di primo grado che aveva assolto tutti gli imputati – ha condannato a 30 anni di reclusione ciascuno: Giuseppe Fruci, 51 anni, ed il fratello Vincenzino Fruci, 44 anni, entrambi di Acconia di Curinga; 7 anni e 4 mesi Francesco Michienzi, di Acconia di Curinga, collaboratore di giustizia. Assolto, così come in primo grado, Tommaso Anello, 57 anni, di Filadelfia. Per i due fratelli Fruci e per Anello la Procura aveva chiesto la condanna all’ergastolo.

Nel corso dell’udienza odierna, tutta la mattinata è stata occupata dalle dichiarazioni spontanee del collaboratore di giustizia Francesco Michienzi e poi dalla lunga arringa difensiva dell’avvocato Anselmo Torchia difensore del solo Tommaso Anello accusato di essere il mandante dell’omicidio.
L’avvocato Torchia si e’ soffermato in particolare su precedenti giurisprudenziali molto noti come il processo Andreotti, in passato imputato dell’omicidio Pecorelli, e la sentenza Aquilina, ambedue delle Sezioni Unite della Cassazione. L’avvocato ha sostenuto l’applicabilità di tali sentenze assolutorie ed altre ancora al caso concreto di Tommaso Anello che, infatti, contrariamente ai due fratelli Fruci, è stato l’unico ad essere assolto. [Continua in basso]

Giuseppe Fruci e Vincenzino Fruci

Secondo le indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Torquato Ciriaco era stato condannato a morte dal cartello ‘ndranghetista degli Anello-Fruci. In particolare, Tommaso Anello, fratello del boss Rocco Anello, avrebbe ordinato l’omicidio del professionista il quale avrebbe curato l’acquisto di una cava che la malavita voleva invece finisse ad un imprenditore già soggiogato. L’accusa nei confronti di Tommaso Anello non ha però retto al vaglio dei giudici. A svelare per primo i retroscena dell’agguato era stato il pentito Francesco Michienzi, in un interrogatorio reso il 17 gennaio del 2007 al pm Gerardo Dominijanni. Spiegò ogni singola fase, dalla pianificazione all’esecuzione del delitto.

Tommaso Anello

Le indagini trovarono nuovo impulso grazie agli approfondimenti investigativi della Squadra mobile di Catanzaro all’epoca diretta da Rodolo Ruperti. Ottenuti i riscontri necessari, la Procura antimafia di Catanzaro, con il pm Elio Romano, ha poi concluso le indagini chiedendo e ottenendo il rinvio a giudizio del presunto mandante, Tommaso Anello, e dei fratelli Giuseppe e Vincenzino Fruci, che avrebbero fatto parte del commando. Nel corso del processo d’appello era stata sentita anche Angela Donato, madre dello scomparso Santino Panzarella, che aveva accusato in aula gli imputati non solo del delittop del figlio, ma anche dell’avvocato Ciriaco.
Tommaso Anello era difeso dagli avvocati Anselmo Torchia e Sergio Rotundo; Giuseppe Fruci dagli avvocati Sergio Rotundo e Alice Massara, Vincenzino Fruci dagli avvocati Antonio Pilieci e Giuseppe Spinelli.

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