Spaccio di cocaina nell’Angitolano e a Mileto, ecco le accuse ai 4 arrestati (VIDEO)

Avrebbero ceduto un quantitativo imprecisato di stupefacente in numerosi episodi documentati dai carabinieri di Serra. Le indagini hanno preso il via da un furto in abitazione avvenuto a Capistrano

Avrebbero ceduto un quantitativo imprecisato di stupefacente in numerosi episodi documentati dai carabinieri di Serra. Le indagini hanno preso il via da un furto in abitazione avvenuto a Capistrano

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Gli arrestati dell'operazione Genio
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Due misure di custodia cautelare in carcere e due ai domiciliari. Sono i provvedimenti disposti dal gip del Tribunale di Vibo Valentia Gabriella Lupoli nei confronti delle quattro persone rimaste coinvolte nell’operazione “Genio” condotta dai carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, guidata dal comandante Marco Di Caprio, e finalizzata a stroncare un giro di spaccio di cocaina documentato nei comuni di Filadelfia, Polia, Capistrano e Mileto. Quattro come detto le persone arrestate che per riferirsi alla sostanza stupefacente oggetto del loro traffico utilizzavano il nome in codice “genio“, da cui la denominazione dell’operazione stessa. Si tratta di Gaetano Zupo, 34 anni, residente a San Giovanni di Mileto; Robertino Caruso, 45 anni, residente a Filadelfia; Vito Ielapi, 31 anni, residente a Polia; Rocco Caputo, 31 anni, residente a Capistrano. Questi ultimi due sono stati condotti ai domiciliari. Numerosi gli episodi di cessione di stupefacente documentati dai militari di Serra, che hanno condotto le indagini a partire da un furto in abitazione avvenuto a Capistrano e ripreso dalle immagini di un impianto di videosorveglianza. Le immagini, benché non si siano rivelate utili ai fini delle indagini sull’infrazione, hanno però documentato un passaggio di sostanza stupefacente in prossimità dell’abitazione di Rocco Caputo (foto in basso), con le persone riprese dalle telecamere che agivano in modo particolarmente guardingo, portando con sé piccoli contenitori o buste, muovendosi repentinamente e altrettanto velocemente allontanandosi dal luogo ripreso dalle telecamere. Da lì dunque ha preso le mosse l’approfondimento dei carabinieri che hanno disposto attività di intercettazione sia telefonica che ambientale a carico delle persone identificate, sia spacciatori che consumatori. Dalle successive indagini è tuttavia emerso come i quattro indagati agissero autonomamente, e a volte in concorrenza tra loro, rifornendo gli stessi consumatori. Questi ultimi identificati in almeno tre casi. (L’articolo prosegue sotto la pubblicità)

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In particolare a Gaetano Zupo, fratello di Antonino, ucciso in contrada Comunella di Gerocarne alcuni anni fa, vengono contestati quattro episodi di detenzione e cessione di cocaina a due distinti consumatori, avvenuti tra il 28 gennaio e l’8 febbraio 2017, a Mileto. A Vito Ielapi, arrestato a Grosseto, vengono invece contestati due episodi di detenzione e spaccio di un quantitativo imprecisato di cocaina, avvenuti a Polia il 3 e il 17 febbraio 2017. A Robertino Caruso, ancora, vengono addebitati ben sette episodi di cessione di cocaina a tre diverse persone, avvenuti a Filadelfia dal 16 febbraio al 27 febbraio 2017, per un quantitativo imprecisato di stupefacente. Infine a Rocco Caputo, viene contestato un singolo episodio avvenuto il 3 febbraio 2017 a Capistrano. In ordine alla scelta della misura da applicare ai quattro indagati, il giudice ha ritenuto di operare un distinguo in relazione alla diversa portata delle condotte. Per Zupo e Caruso si sono così aperte le porte del carcere in quanto misura proporzionata alla gravità del fatto complessivo e idonea a garantire le esigenze cautelari, al fine di scardinare il consolidato, corposo, indisturbato e ben strutturato sistema illecito, sintomatico dell’inserimento in un più vasto giro criminoso. Diversamente per Ielapi e Caputo, in considerazione della minore consistenza del giro illecito emerso, appare adeguata la misura degli arresti domiciliari. Infine il gip ha dichiarato la propria incompetenza territoriale per le posizioni di Ielapi e Caruso, rispettivamente attivi nelle zone di Polia e Filadelfia, ricadenti nella competenza territoriale di Lamezia Terme. Domani gli interrogatori di garanzia. Nel collegio di difesa gli avvocati Sabatino, Muzzupappa e Bruzzese. 

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