La strada (disastrata) è a San Gregorio ma i residenti sono di Vibo: il paradosso è servito (VIDEO)

Condizione surreale quella vissuta da alcune famiglie, sospese tra due territori, che si trovano costretti a fare i conti con la totale mancanza di servizi 

Condizione surreale quella vissuta da alcune famiglie, sospese tra due territori, che si trovano costretti a fare i conti con la totale mancanza di servizi 

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La strada al centro delle polemiche
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Non si direbbe, ma questa strada è nel cuore di uno dei quartieri residenziali più moderni di Vibo Valentia. Non si direbbe, ma questa strada non ricade nel territorio di Vibo Valentia, ma in quello di San Gregorio d’Ippona. Facile da intuire, invece: questa strada è l’incubo di chi vi risiede. Insomma, disagi per tutte le stagioni. Nel contesto di un braccio di ferro che le numerose famiglie residenti hanno ingaggiato con gli enti locali, in particolare con il Comune di San Gregorio. Ora c’è una terna commissariale, dopo lo scioglimento per mafia, ieri c’era un sindaco eletto, l’altro ieri, ancora i commissari, e così via: i risultati, però, sono questi. Arrabbiati i cittadini, sulle fognature hanno ceduto: il Municipio non ascoltava e hanno dovuto provvedere da sé. Michele Tavella mostra le carte, con parecchia stizza. Sulla strada, però, non intendono cedere. Anzi, pare che prima che il Viminale congedasse per interferenze mafiose gli eletti di San Gregorio, fosse stato approvato un finanziamento da 18mila euro. E adesso? I commissari sapranno rispondere alle istanze dei cittadini? Qui, dove le auto passano una per volta, le bici circolano a loro rischio e pericolo, qui ha difficoltà ad entrare perfino un mezzo di soccorso. Una donna e la sua famiglia, esasperati, ne sanno qualcosa.

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In relazione a quanto sopra, riceviamo e integralmente pubblichiamo la replica di Michele Pannia (foto), già sindaco di San Gregorio d’Ippona: “Nonostante l’attuale mia inibizione alla “res publica”, inutile ricordarle che sono equiparato a un rappresentante dello Stato che ha traghettato la ‘ndrangheta all’interno del Comune di San Gregorio, mi vedo costretto malvolentieri a intervenire per chiarire alcuni dubbi sollevati nel servizio video. Bastava collegarsi all’albo pretorio per scaricare dall’archivio i documenti che allego alla presente per eliminare le forme dubitative sollevate nel servizio. Altra precisazione, l’intervento non è stato oggetto di alcun finanziamento ma frutto di una programmazione annuale con fondi di cassa comunale infatti l’atto di indirizzo al responsabile dell’area tecnica è propedeutico all’inserimento dell’intervento nel primo bilancio utile pluriennale approvato dall’esecutivo appena il 31 marzo 2018. Questo per tracciare nel giusto contesto la vicenda per l’ultimo anno e mezzo della narrazione storica. Per gli anni precedenti è stata esternata soltanto una parte della storia da parte dei cittadini intervistati. Tutta l’area in oggetto è stata ereditata da quando mi sono insediato con servizi fruiti da parte dei cittadini inesistenti. Una strada questa che rappresenta nella sua singolarità il limite tra i due comuni limitrofi quindi con problemi di competenze territoriali e soprattutto oggetto di sconfinamento di carreggiata e quindi restringimento della via sia dalla proprietà lato Vibo che San Gregorio. Per anni ho cercato di coinvolgere i residenti e l’Amministrazione di Vibo per arrivare a una soluzione del problema ma le liti ataviche tra i frontisti della strada e il tiepido interesse del Comune di Vibo hanno inevitabilmente dilatato i tempi, alla fine siamo riusciti a programmare con non pochi sacrifici l’intervento quantomeno per una prima sistemazione, tutto a carico del nostro Ente. Ma la cosa più importante è che questa area per lungo tempo negli anni passati, da quando è stata inserita nel precedente piano regolatore, non è stata oggetto di alcun particolare controllo sulle residenze. Da alcuni anni sono stati avviati controlli, in atto fino alla data di scioglimento dell’Ente, sui nuclei familiari della zona riscontrando che parte dei cittadini pur vivendo nel comune di San Gregorio risultavano residenti nel comune di Vibo e mi fermo qui. Questo portava a due importanti risultati: avere contezza per l’Ente della densità abitativa dei luoghi e contraddittorietà quanto meno disarmante con conseguente manifesta ingiustizia per la collettività che ho rappresentato con abnegazione in questi ultimi anni. Ma questa è un’altra storia. L’inizio, anche se con difficoltà, per fornire i primi servizi essenziali ai cittadini “fantasma” del luogo, come quello della raccolta differenziata, ma in particolare è servito a iniziare a mettere ordine nella contribuzione tributaria degli effettivi residenti. Questo non è altro che uno dei tanti quadri rappresentativi ricurvati dell’Ente San Gregorio emerso a mezzo “media” dall’insediamento della commissione di accesso. La sterilizzazione indiscriminata a tutti i livelli in atto nei nostri territori da parte dell’autorità preposte mi hanno portato, a tre mesi ormai dal decreto di scioglimento, a considerare molte delle analisi emerse, non a caso volutamente superficiali, pregni di una illogicità e contraddittorietà quanto meno disarmante con conseguente manifesta ingiustizia per la collettività che ho rappresentato con abnegazione in questi ultimi anni. Ma questa è un’altra storia.”