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Nello studio del suo legale Francesco Stilo, il 59enne respinge l’accusa di essere il boss della zona del Poro e chiede un intervento chiarificatore da parte della Chiesa

Giuseppe Accorinti
Cronaca

“Ho sempre portato la statua della Madonna da quanto ero bambino, dall’età di 9 anni e mai è successo nulla o qualcuno mi ha mai detto di non portarla. Sono un cattolico credente perché i valori cattolici mi sono stati tramandati da mia mamma, da mio padre e da mia nonna che mi portavano sempre in chiesa. Non capisco questo clamore, posso aver sbagliato nella mia vita ma ho pagato con la giustizia e chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Il 59enne di Zungri, Giuseppe Accorinti, non ci sta al clamore mediatico generato dalla sua presenza domenica fra i portatori a spalla del quadro con la raffigurazione della Madonna della Neve, respinge le accuse di essere un boss e - nello studio del suo avvocato Francesco Stilo - sottolinea di essere stato assolto da due inchieste importati: “Dinasty” contro il clan Mancuso e “Decollo” per narcotraffico internazionale. “Nessuno mi ha notificato nulla per non partecipare alle manifestazioni religiose, non sono sottoposto alla sorveglianza speciale e quindi non capisco cosa ho fatto di male. Ho percorso quasi tutta la processione con in spalla il quadro della statua della Madonna della Neve quando la manifestazione è stata interrotta dai carabinieri. Ma io non ho spinto nessuno per portare la statua, ripeto che l’ho sempre portata, ogni anno. In ogni caso ho obbedito ai carabinieri e mi sono allontanato. Io non sono a conoscenza di provvedimenti che mi vietano di portare una statua o di non esercitare il mio diritto alla fede”. Spiega quindi di aver riportato una condanna passata in giudicato per associazione mafiosa nel lontano 1987 “ma solo perché altro avvocato diverso da quello odierno - afferma - non ha proposto appello per Cassazione per tempo, a differenza di tutti gli altri miei ipotizzati concorrenti che sono stati infatti tutti assolti”. Giuseppe Accorinti ha attualmente due procedimenti penali pendenti: uno dinanzi al Tribunale di Roma nato dall’operazione “Replay” dove la Cassazione ha annullato la condanna a 21 anni di reclusione mandando gli atti per competenza nella Capitale, dove si è iniziato dal primo grado di giudizio, ed altro per usura dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia nato dall’operazione denominata Odissea. “Da tanti altri processi sono stato assolto e - spiega insieme al suo legale Francesco Stilo - stiamo portando avanti una richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione”. Dal canto suo, l’avvocato Francesco Stilo ribadisce il diritto alla fede del suo assistito e chiede - insieme ad Accorinti - un intervento chiarificatore della Chiesa per casi come quello del suo assistito, attualmente non sottoposto ad alcuna sorveglianza speciale e che ha scontato la vecchia condanna per associazione mafiosa rimediata nel 1987. In tutta la vicenda resta naturalmente da capire - stando alle affermazioni di Accorinti - i motivi per i quali negli scorsi anni le forze dell’ordine non sono intervenute per interrompere la manifestazione se è vero che - come dichiara Accorinti - lo stesso ha “sempre portato in spalla la Madonna”. 

 

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