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L’episodio denunciato da un nostro lettore che spiega nei minimi dettagli la tecnica utilizzata dal guidatore di una Clio bianca incrociata a Vena di Ionadi. Nella speranza di mettere in guardia altri automobilisti…

Cronaca

Un nuovo episodio della cosiddetta “truffa dello specchietto” viene pubblicamente denunciato in provincia di Vibo Valentia. In questo caso, per fortuna, si tratta di una “tentata truffa” in quando la potenziale vittima, intuite le intenzioni del suo interlocutore, si è guardato bene dal cadere nella trappola tesa ai suoi danni e l’ha lasciato con …un palmo di naso. Il caso viene segnalato da un nostro lettore, un giovane vibonese che ha chiesto di restare anonimo, che, nella mattinata di ieri, intorno alle 10.30, si trovava a percorrere la strada dietro il centro commerciale Le Cicale, nel territorio di Vena di Jonadi, in direzione Vibo, quando si è visto sorpassare con guida aggressiva da una Renault Clio bianca ultimo modello che, oltre alla sua vettura, ne ha superato anche una seconda. La stessa auto si è poi fermata un centinaio di metri più avanti ed è stata a sua volta sorpassata dall’auto del nostro lettore. «Io - racconta - l’ho superata sulla sinistra tenendola ad almeno 50 centimetri di distanza. Ho però sentito un colpo sulla parte destra dell’automobile ma sono del tutto sicuro di non aver urtato niente».      

Fermatosi, l'automobilista è stato raggiunto dall’occupante della Clio, «un tizio con un fortissimo accento siciliano», il quale, «con fare molto aggressivo», ha tentato di convincerlo che gli aveva rotto lo specchietto retrovisore «adducendo come tesi che quel segno, che lui mi ha fatto con qualcosa che aveva in mano (sembrava la gomma nera che usano i carrozzieri, tant’è vero che veniva via con le dita) era il risultato dello scontro. Poi, siccome ero certo di non aver potuto procurare quel danno, ed avendo smontato tutte le sue tesi, se n’è andato dicendomi che per questa volta mi era andata bene». La vittima designata ha presentato un esposto ai carabinieri sull’accaduto e ha denunciato pubblicamente il fatto atraverso la nostra testata nella speranza di mettere in guardia altri automobilisti, specie i più anziani, dal malvivente che ha tentato di truffarlo.

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