Inneggiava agli attentatori di Nizza nel carcere a Vibo, espulso 38enne marocchino

Detenuto per reati in materia di stupefacenti, aveva aggredito e minacciato il suo compagno di cella per obbligarlo a festeggiare l'attentato compiuto sul lungomare della città francese 

Detenuto per reati in materia di stupefacenti, aveva aggredito e minacciato il suo compagno di cella per obbligarlo a festeggiare l'attentato compiuto sul lungomare della città francese 

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Due cittadini marocchini sono stati espulsi per motivi di sicurezza dello Stato. Lo rende noto il Viminale. Il primo è un 38enne, segnalato nel luglio del 2016 nell’ambito del monitoraggio dell’ambiente carcerario per aver manifestato indicatori di radicalizzazione religiosa. In particolare il cittadino straniero, mentre era detenuto nel carcere di Vibo Valentia per reati in materia di stupefacenti, aveva aggredito e minacciato il suo compagno di cella per obbligarlo a festeggiare l’attentato compiuto il 14 luglio sul lungomare di Nizza. Successivamente gli erano stati concessi gli arresti domiciliari. Espiata la pena, è stato espulso oggi e rimpatriato in Marocco con volo diretto.  L’altro espulso è un 33enne residente in provincia di Alessandria, con numerosi precedenti per reati comuni. L’uomo, dal carattere violento, in più circostanze, aveva minacciato alcune persone inneggiando all’autoproclamato stato islamico ed all’ideologia jihadista. Le indagini, avviate nei suoi confronti, hanno documentato la presenza di chiari indicatori di un processo di radicalizzazione, risultato aggravato dalla sua instabilità comportamentale. Era stato persino allontanato dalla comunità islamica dell’Alessandrino a causa dei suoi comportamenti violenti. Il cittadino straniero è stato rimpatriato nel pomeriggio di oggi dalla frontiera aerea di Malpensa per Casablanca. Con questi provvedimenti salgono a 317 le espulsioni eseguite dal gennaio 2015, di cui 80 nel 2018.