Viola sorveglianza e minaccia i carabinieri, annullato obbligo di firma per 34enne di Vibo

Resta sorvegliato speciale per altro. Nel 2013 è stato condannato in via definitiva per appartenenza al clan Lo Bianco

Resta sorvegliato speciale per altro. Nel 2013 è stato condannato in via definitiva per appartenenza al clan Lo Bianco

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Il Tribunale del Riesame ha annullato la misura cautelare dell’obbligo di firma nei confronti di Domenico Macrì, detto “Mommo”, 34 anni, di Vibo Valentia. Arrestato e finito ai domiciliari il 23 agosto scorso poiché non trovato in casa nonostante il regime di sorveglianza speciale al quale è sottoposto, il giorno successivo si era visto convalidare l’arresto dal giudice la misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana ai carabinieri per la firma per il reato di minaccia a pubblico ufficiale. Domenico Macrì, infatti, dopo aver appreso di una perquisizione domiciliare alle 4 del mattino a casa propria (dove non era stato trovato) e di altra perquisizione a casa della fidanzata, ha minacciato telefonicamente i carabinieri invitandoli ad interrompere le ricerche ed a spostare l’auto della Radiomobile posizionata nei pressi della dimora del 34enne in attesa di un suo possibile rientro.  Minacce confermate in aula a Vibo – all’atto della convalida dell’arresto – anche dal tenente destinatario degli “inviti” da parte di Domenico Macrì che si era poi presentato ieri in caserma accompagnato dal suo legale, l’avvocato Francesco Sabatino che, dopo la convalida dell’arresto, ha chiesto i termini a difesa ed il processo è stato rinviato al 12 ottobre. In tale data, Domenico Macrì comparirà libero e senza alcuna misura in relazione a tale procedimento visto che oggi il Riesame – in accoglimento delle argomentazioni dell’avvocato Sabatino –  ha annullato anche l’obbligo di firma. Macrì è stato condannato nel 2013 in via definitiva a 6 anni di reclusione per il reato di associazione mafiosa al termine dell’operazione denominata “Goodfellas” condotta dalla Squadra Mobile di Vibo. In particolare, è stato ritenuto organico al clan Lo Bianco. 

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