Suore in “fuga” da Mileto, anche le Adoratrici del Sangue di Cristo lasciano la città

Complice la carenza di vocazioni, è il terzo addio da parte di ordini religiosi nel giro di poco tempo. Per oltre un trentennio hanno servito con discrezione la comunità dalla parrocchia del rione Calabrò 

Complice la carenza di vocazioni, è il terzo addio da parte di ordini religiosi nel giro di poco tempo. Per oltre un trentennio hanno servito con discrezione la comunità dalla parrocchia del rione Calabrò 

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Il cancello delle suore resterà sbarrato
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Non c’è due senza tre. Dopo le Figlie della Carità e le Figlie di San Giuseppe, Mileto nell’arco di poco tempo perde anche le Suore Adoratrici del Sangue di Cristo. Dal prossimo 1 ottobre, infatti, le consacrate che si rifanno al carisma di San Gaspare del Bufalo e di Santa Maria De Mattias lasceranno per carenza di vocazioni la cittadina normanna. Ospitate all’interno della canonica della chiesa parrocchiale “Santa Maria Assunta” del rione Calabrò, per oltre un trentennio hanno servito con discrezione, spirito di abnegazione e profonda umiltà la comunità, sede della più antica diocesi di rito latino del meridione d’Italia, tanto da ricevere anni fa anche un riconoscimento dalla locale associazione Pro loco. Nel giro di pochi mesi, dunque, a Mileto un altro cancello di religiose si chiude. Le “danze”, purtroppo, erano state aperte nel 2013 dalle Figlie della Carità di Santa Giovanna Antida, andate via dopo decenni dedicati all’Asilo “San Giuseppe”, luogo privilegiato d’istruzione per intere generazioni di miletesi. Nel giugno scorso, invece, è stata la volta delle “Giuseppine” del beato Clemente Marchisio, per un secolo veri angeli custodi della chiesa madre e dei vescovi che si sono succeduti alla cattedra diocesana. Tra pochi giorni, infine, toccherà alle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo. Domenica scorsa nella chiesa della Badia, nel corso della santa messa festiva, i fedeli, con in testa il parroco don Salvatore Cugliari e il suo predecessore don Bruno Cannatelli, si sono stretti affettuosamente attorno a suor Filomena Pazienza, l’ultima “sopravvissuta” della sede miletese, nell’arco di questi anni vero punto di riferimento per tanti giovani del territorio. Molti gli attestati di stima, altrettanti i momenti di commozione che hanno contrassegnato la cerimonia. Mileto dall’1 ottobre si ritroverà ancora più povera, privata di un altro tassello di storia cittadina, da sempre indissolubilmente legata a quella religiosa. A difendere la “bandiera” e ad operare per la crescita della comunità rimarranno solo le Missionarie del Catechismo della congregazione fondata nel 1939 ad Anoia dal sacerdote calabrese don Vincenzo Idà, giunte qualche anno fa su espressa richiesta del vescovo Luigi Renzo. Le tre suore di origine filippina, nel giro di poco tempo, con il loro modo di fare affabile e gioioso sono riuscite ad entrare nel cuore dei miletesi. La speranza è che, almeno loro, non vadano via.             

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