Apertura svincolo per Vazzano sulla A2, per il Comitato una  «buona notizia»

Si procede verso il completamento dell’opera. A novembre è invece prevista l’apertura del tratto di superstrada a Monte Cucco

Si procede verso il completamento dell’opera. A novembre è invece prevista l’apertura del tratto di superstrada a Monte Cucco

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“La preannunciata apertura del nuovo svincolo della Trasversale delle Serre sulla A2 è una buona notizia”. Lo ribadisce, in una nota, il comitato “Trasversale delle Serre – 50 anni di sviluppo negato. “Lo è per svariate ragioni – spiega il Comitato – perché si risana la ferita al territorio provocata dal fallimento della ditta Cavalleri, con conseguente abbandono dei cantieri sia a Vazzano che e a Monte Cucco; si conferma poi il disegno strategico complessivo della Trasversale, chiamata a collegare le aree interne con le due dorsali, jonica e tirrenica; si procede, anche se a piccoli passi, verso il completamento definitivo di un’opera attesa da oltre cinquant’anni. Lo svincolo autostradale – prosegue il comitato – non è certamente risolutivo e non è un punto di arrivo della nostra lotta. Ma va acquisito come una nuova ripartenza, in un percorso che già a novembre toccherà un’ulteriore tappa con l’apertura del tratto di superstrada a Monte Cucco. Se la Provincia di Vibo avesse funzionato bene – sottolinea il comitato – una parvenza di trasversale esisterebbe già, quantomeno tra Gagliato, Serra San Bruno e l’autostrada. Ma purtroppo oggi non è possibile raccordarsi in sicurezza con la Vazzano-Vallelonga perché lasciata in totale stato di degrado dall’ente intermedio. Questa – denuncia il Comitato – è l’eredità che abbiamo in carico: un territorio abbandonato. Ciò non significa che bisogna perdere la speranza. Al contrario, occorre continuare a tenere accesi i riflettori su opere che daranno, finalmente, risposte ai bisogni di un vasto comprensorio. In questo contesto sembra più che opportuna la parallela iniziativa di riacquisizione della ex 110 in carico all’Anas, in un processo di progressivo affrancamento dell’entroterra da un’inaccettabile condizione di emarginazione e sottosviluppo”.

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