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Le strade del quartiere Cancello Rosso trasformate in piazze di spaccio. Reegge l’inchiesta della Procura e dei carabinieri

Cronaca

Regge anche in Appello la sentenza emessa il 3 ottobre dello scorso anno dal gip del Tribunale di Vibo Valentia al termine del processo con rito abbreviato relativo all’operazione antidroga denominata “Calimero”. Questa la sentenza: due anni Giuseppe Ionadi, 32 anni, di Vibo Valentia; 3 anni e 4 mesi Giuseppe Fortuna, 34 anni, di Vibo Valentia; 3 anni Ezio Mercuri, 54 anni, di Vibo Valentia; 3 anni Francesco Costa, 34 anni, di Nicotera; 3 anni Giuseppe Mazzone, 50 anni, di San Calogero, alias “Calimero”; 2 anni Francesco Umberto Ionadi, 34 anni, di Vibo Valentia. Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, l’accusa per i condannati. L’operazione, coordinata dalla Procura e condotta sul “campo” dalla Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia, era scattata il 6 febbraio dello scorso anno con otto ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari e il quartiere “Cancello Rosso” di Vibo trasformato in una sorta di “piazza di spaccio” dove diversi “clienti” si recavano ogni giorno per rifornirsi di marijuana, venduta già suddivisa in dosi del valore di 20 euro ciascuna. Nell’ambito della stessa operazione hanno invece scelto il processo con rito ordinario e sono già stati rinviati a giudizio Mariuccia Franza, 61 anni, casalinga, di Vibo Valentia, madre di Giuseppe Fortuna, e Antonio Ventrice, 31 anni, di Pernocari. 

 

 

Lacnews24.it
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