Servizio su Francesco Prestia Lamberti, carabinieri nella redazione de “Le Iene” – Video

Acquisite le testimonianze raccolte nel servizio di Gaetano Pecoraro sul 15enne ucciso a maggio 2017 a Mileto. Lo rende noto la stessa trasmissione: «Ci sono presupposti per riaprire l’inchiesta»

Acquisite le testimonianze raccolte nel servizio di Gaetano Pecoraro sul 15enne ucciso a maggio 2017 a Mileto. Lo rende noto la stessa trasmissione: «Ci sono presupposti per riaprire l’inchiesta»

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I carabinieri nella redazione de Le Iene
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I carabinieri si sono presentati nella redazione romana de “Le Iene” per acquisire le testimonianze che potrebbero riaprire le indagini sulla morte di Francesco Prestia Lamberti, il 15enne di Mileto ucciso il 29 maggio del 2017 dal coetaneo reo confesso Alex Pititto, successivamente condannato a 14 anni di reclusione in primo grado. Un caso sul quale molti sono ancora i punti oscuri, specie in relazione ai possibili fiancheggiatori dell’omicida. La trasmissione d’inchiesta di Italia1 si è occupata del caso il 21 ottobre scorso in un approfondito servizio di Gaetano Pecoraro, nel quale si vedevano per la prima volta le immagini del cadavere del 15enne riverso in terra in località Vindacitu di Mileto, scattate nel corso dei rilievi della Scientifica. Lo stesso servizio conteneva un’intervista a Domenico Evolo, il giovane che ha accompagnato in macchina quella tragica sera Prestia Lamberti e Pititto in aperta campagna. E proprio le interviste effettuate da Pecoraro a Mileto, sarebbero finite all’attenzione degli inquirenti, che ne hanno ora visionato il girato originale. A renderlo noto è la stessa redazione della trasmissione che afferma «ci potrebbero essere i presupposti per la riapertura dell’inchiesta sulla morte del 15enne». Nello stesso servizio la testimonianza di mamma Marzia Luccisano che tratteggia anche la figura di Alex Pititto, coetaneo di suo figlio, e della sua famiglia di provenienza. «Parliamo di una famiglia di cinque persone, tutte in carcere. Lui spacciava fin da piccolo. Come idolo aveva il film Gomorra, è cresciuto a latte e mafia». (L’articolo prosegue sotto la pubblicità

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Ancora, nel servizio, compaiono le testimonianze degli amici dei due giovani. «Fino a quando almeno non sono tutti quanti arrestati, non me la sento di parlare» dice un ragazzo di Mileto. «Lui ha sempre avuto questa mentalità un po’ mafiosa», aggiunge un altro. «Chi era accanto ad Alex girava con la testa alta tipo che erano i boss», continua un altro. Ancora, in una drammatica testimonianza raccolta da Pecoraro, si spiega: «un giorno ci ha fatto inginocchiare, puntandoci contro una pistola, poi ci ha picchiati con un tubo di ferro». Quindi, le parole di Evolo, che nel servizio de Le Iene viene chiamato genericamente Paolo. «Lui (Pititto, ndr) mi ha detto di portarli a Vintacitu. Una volta arrivati Alex mi ha detto “gira la macchina e aspetta che noi arriviamo subito”. Sono restati per circa 8 minuti, poi Alex è arrivato correndo con la pistola in mano. Mi ha detto di averlo ammazzato perché “quello che mi ha fatto non lo doveva fare”. Una volta arrivati in paese mi ha messo la pistola di fianco dicendomi di non parlare con nessuno altrimenti l’avrei pagata anch’io». Commentano Le iene: «Dopo il blitz dei carabinieri nella nostra redazione forse una risposta potrebbero essere più vicina».

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