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La raccomandata dispersa nell’Ufficio postale di Vibo Marina conteneva i risultati di un esame cui la piccola si era sottoposta al Bambin Gesù di Roma. Il caso denunciato dalla madre ai carabinieri

Cronaca

Il 13 settembre l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma invia una raccomandata. Contiene un importante referto medico: il risultato della risonanza magnetica eseguita ad una bambina di appena 10 anni, affetta dal 2016 da tumore della rinofaringe (un rabdomiosarcoma embrionale). Ma quella lettera arriverà 47 giorni dopo, esattamente il 30 ottobre, nonostante i ripetuti solleciti della madre della piccola. La spedizione si inceppa all’ufficio postale di Vibo Marina. Qui la raccomandata con ricevuta di ritorno arriva nei tempi previsti, ovvero quattro giorni dopo, ma per un disguido, la busta gialla viene accantonata nella giacenza, probabilmente accanto ad altre lettere che non arriveranno mai ai legittimi destinatari. Nessuna traccia della lettera, nessun avviso di giacenza, e alla Posta, senza il numero della raccomandata, è impossibile trovarla: le spiegano gli addetti. Un disservizio che poteva costare caro alla bambina, già sottoposta a chemio e radioterapia. E così la madre decide di denunciare l’accaduto ai carabinieri della Stazione di Vibo Marina. (L’articolo prosegue sotto la pubblicità)

«Dopo l’esame a Roma siamo rientrati in Calabria - chiarisce la donna - in attesa dei risultati che ci dovevano confermare se il male dopo la chemioterapia fosse stato debellato. “Qualche giorno di estenuante attesa e riceverete tutto a casa”, ci avevano riferito i medici». Il tempo è interminabile, e così quattro giorni dopo la donna si reca all’ufficio postale di Vibo Marina, allertando gli addetti e informandoli di attendere una raccomandata importantissima. «E’ una questione di vita o di morte». Anche la postina era stata avvisata. Ma niente. Passano i giorni, le settimane, passa un mese. I medici del Bambin Gesù confermano l’avvenuta spedizione. Tant’è che la raccomandata, che nessuno ha consegnato, ritorna al mittente. A Roma per “mancata consegna” e dalla Capitale parte la nuova spedizione. Il 25 ottobre dall’ospedale pediatrico viene nuovamente spedita a Vibo Marina. «State attenti questa volta», la raccomandazione del medico capitolino. Nel timore di un nuovo smarrimento, la donna decide di recarsi alla vicina Stazione dei carabinieri per denunciare l’accaduto. Uno dei militari prende a cuore la storia e si reca all’ufficio postale. La direttrice, questa volta sollecitata dall’Arma, s’impegna a vigilare sull’operato degli addetti. Quattro giorni dopo, alla porta della signora Domenica, bussa la postina che le consegna la lettera datata 17 settembre. Il risultato della risonanza è negativo: la bambina sta bene. La donna può finalmente tirare un sospiro di sollievo e decide di rendere pubblica la sua odissea per denunciare quanto accaduto e che ha rischiato di mettere in pericolo sua figlia.

 

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