Addio all’ex sindaco di Vibo e ideologo della Dc Franco Comito

Fu eletto primo cittadino nel 1985 e rappresentò per lunghi anni la testa pensante del partito cattolico. I funerali oggi nella chiesa del Rosario 

Fu eletto primo cittadino nel 1985 e rappresentò per lunghi anni la testa pensante del partito cattolico. I funerali oggi nella chiesa del Rosario 

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La Chiesa del Rosario (nel riquadro Comito)
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Scomparse che inevitabilmente richiamano il passato. Forse quello più fulgido, più esaltante, più ideale per chi crede ancora e mantiene ferma la speranza per un recupero della condizione ambientale, socio culturale e dei servizi della città di Vibo Valentia. L’albo di chi ha firmato in qualche modo la gloriosa pagina di storia di questa città si va sempre di più assottigliando. Lunedì pomeriggio Vibo Valentia ha perso anche Franco Comito, spentosi serenamente tra l’immancabile calore e affetto dei familiari e della sua amabile compagna di vita, Mennella Potenza. Ingegnere, sindaco, politico positivo, cittadino amministratore e caro ed ineguagliabile amico di sempre, attento, scrupoloso, fermo custode dei principi di un tempo, Franco Comito ha atteso con passione e tanta ma tanta comprensione ai gravi problemi della gente che ha sofferto, tentando di dare una risposta positiva e sempre in silenzio. La sua scomparsa lascia tanta tristezza in chi lo ha apprezzato ed ammirato per il suo modo di vivere e di affrontare i problemi di una città che ha fatto sua quando, da sindaco, nel 1985 è andato a rimboccarsi le maniche per realizzare una virata utile a rimettere in carreggiata un sistema che andava, sostanzialmente, poco bene. Non era un politico di prima fila. Rifuggiva sempre dai primi piani e dalle accelerazioni d’immagine. E’ stato sempre dalla parte della gente più umile e quando si è trattato di confrontarsi con i forti del potere e di quella parte della società prepotente ha saputo tirare fuori tutta la sua capacità per non darla vinta a chi guardava alla cultura dell’arroganza e del potere per salire in cattedra senza i giusti meriti. Non lo ha permesso difendendo a denti stretti orgoglio e dignità personale e di una città che lui amava per la sua storia, per le sue tradizioni, per quello che sapeva raccontare a chi raggiungeva Vibo Valentia per conoscerla ed ammirarla. Nella Democrazia Cristiana degli anni ’70 e ’80 era considerato l’ideologo, l’uomo faro della politica. (L’articolo prosegue sotto la pubblicità)

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Era figlio di un caposcuola della politica, il professor Vincenzo Comito, consigliere comunale del Msi della Vibo che vedeva seduti nella sala consiliare uomini di forte talento e garantita signorilità come Libero Buccarelli, Giovanni Scalamogna, Michele Aiello, Mimmo De Siena, Vincenzo Campitelli, Cesare Bellantoni, Melino Basile, Franco Inzillo e tanti altri. Il suo genio politico, la sua fantasia ed il suo tatto lo indicavano come una persona capace di interpretare alla perfezione le esigenze di una città ed una popolazione che ha sempre cercato di mantenere alto il gonfalone della democrazia e della salvaguardia e tutela dei diritti. Franco Comito era la testa pensante del partito che a Vibo Valentia aveva avuto in Tony Murmura il suo alfiere, per un periodo anche la punta avanzata della politica calabrese e che era rappresentata a Roma, in quel tempo, nel parlamento e poi nell’area di governo dagli stessi Tony Murmura, più volte sottosegretario di Stato e Melino Basile. Chi ha vissuto quei momenti storici non può dimenticare che quando la vita delle sezioni di partito era momento di confronto e serena discussione era sempre lui ad indicare la soluzione ad un problema che avviliva la società civile, reggendo il confronto con vibonesi di forte caratura professionale e politica: Giovanni Manfrida, Pippo De Raffaele e Peppuccio D’Amico, democristiani doc e attenti e intelligenti discepoli della scuola della “base”, guidata da Riccardo Misasi. Con Franco Cosentino, Lorenzo De Sossi, Nicola Barbuto, Pino Ceravolo, Michele Montagnese e tanti altri esponenti del partito dello scudocrociato ha rappresentato la più elevata cultura del confronto, ponendosi in serrate discussioni pur di superare difficoltà e disagi che si contrapponevano alla pratica della politica dei servizi. I funerali si svolgeranno nella chiesa del Santissimo Rosario, oggi mercoledì 21 novembre, alle ore 15, e verranno presieduti da monsignor Peppino Fiorillo