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Il costo del trasporto scolastico è lievitato da 6 a 12 euro al mese con grande disappunto da parte delle famiglie del luogo. Il sindaco: «E’ un obbligo di legge»

La protesta a Rombiolo
Cronaca

“Caro” scuolabus, riscaldamenti inadeguati e disservizi in genere. Sono queste le principali motivazioni che hanno spinto, questa mattina, gli alunni di tutte le scuole del comune di Rombiolo a manifestare pacificamente, e con il sostegno dei propri genitori, davanti al Municipio per chiedere un passo indietro all’Amministrazione rispetto all’aumento delle tariffe relative ai servizi scolastici. Il riferimento è in particolare all’aumento dell’abbonamento mensile per lo scuolabus il cui costo, per effetto di una delibera di Giunta, a partire dal 1° gennaio è raddoppiato passando da 6 a 12 euro al mese, con grave disappunto da parte delle famiglie del luogo che usufruiscono del servizio. Tale circostanza ha convinto gli studenti - che lamentano anche carenze nel riscaldamento delle aule - ad inscenare una protesta e a disertare le lezioni. «La tariffa da pagare è stata raddoppiata - ha dichiarato indignato un genitore del luogo -, in modo da appianare il Bilancio dell’Amministrazione. Non a caso, come lo scuolabus, hanno subito aumenti anche gli altri tributi comunali». Per far fonte alle forti rimostranze l’Amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Navarra potrebbe ricorrere a forme di raetizzazione, andando così incontro alle famiglie maggiormente in difficoltà. Del resto, ha chiarito lo stesso primo cittadino in una dichiarazione, il provvedimento si «è reso necessario al fine dell’applicazione della legge per la quale il 36 per cento di tutti i servizi a domanda individuale, e lo scuolabus è uno di questi, deve essere coperto dal contributo degli utenti».   

Lacnews24.it
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