A pranzo o a fare spesa in orario di lavoro, le accuse ai furbetti dell’Asp di Serra – Video

Con estrema disinvoltura i venti indagati si allontanavano dal posto di lavoro senza neppure timbrare il cartellino. In alcuni casi anche durante le ore di straordinario. L’indagine partita dalle condotte di un medico

Con estrema disinvoltura i venti indagati si allontanavano dal posto di lavoro senza neppure timbrare il cartellino. In alcuni casi anche durante le ore di straordinario. L’indagine partita dalle condotte di un medico

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Si allontanavano volontariamente e negli orari più disparati dal posto di lavoro, per recarsi a pranzo o nei supermercati della zona a fare la spesa, senza neppure preoccuparsi di eseguire la timbratura del cartellino in loro possesso. È questo uno degli atteggiamenti più diffusi che la Procura di Vibo Valentia contesta ai venti dipendenti dell’Azienda sanitaria di Vibo Valentia, in servizio al distretto sanitario di Serra San Bruno, cui i carabinieri della locale Stazione (presenti alla conferenza stampa il capitano della Compagnia, Marco Di Caprio, il luogotenente Giuseppe Grillo e il maresciallo Francesco Fossella) hanno notificato questa mattina un avviso di conclusione delle indagini preliminari per assenteismo. Il provvedimento vede, tra le fattispecie contestate ai vari indagati, i reati di truffa aggravata continuata e false attestazioni o certificazioni di orari lavorativi. L’indagine a carico dei 20 indagati, originari di Serra San Bruno e di altri comuni delle province di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria, nasce nel mese di dicembre 2017 quando venivano riscontrate una serie di condotte presumibilmente illecite poste in essere da parte di un medico impiegato presso il distretto Asp di Serra San Bruno. A seguito di ciò è stata sviluppata l’attività investigativa che ha permesso di acclarare una serie di condotte poste in essere da medici, infermieri, assistenti e collaboratori a vario titolo, che hanno integrato i reati per i quali si è proceduto. In particolare è stato riscontrato, spesso e volentieri, l’allontanamento volontario da parte degli indagati dal presidio pubblico sempre senza eseguire la prescritta timbratura del cartellino elettronico in loro possesso. Così facendo, non interrompendo l’orario di lavoro, facevano risultare comunque svolte, nell’ambito della giornata, le ore lavorative e in taluni casi, addirittura tali condotte venivano compiute durante le ore di straordinario. In un caso è stata registrata un doppia timbratura di due cartellini differenti da parte della stessa persona. Il periodo in esame comprende i mesi da gennaio fino ad inizio maggio 2018. Questi i nomi dei venti indagati: Maria Abronzino, 61 anni di Serra San Bruno; Domenico Albanese, 67 anni di Serra San Bruno; Francesca Barbara, 55 anni di Serra San Bruno; Vito Bertucci, 46 anni di Brognaturo; Monica D’Oro, 55 anni di Serra San Bruno; Filippo Forte, 66 anni di San Nicola da Crissa; Nicola Gentile, 53 anni di Sorianello; Alberto Antonio Giancotti, 54 anni di Serra San Bruno; Vincenzo Ierace, 60 anni di Caulonia (Rc); Maria Teresa Iorfida, 61 anni di Serra San Bruno; Bruno Malvaso, 61 anni di Serra San Bruno; Salvatore Marchese, 64 anni di Spadola; Gregorio Paglianiti, 57 anni di Tropea; Eleonora Pantano, 55 anni di Ricadi; Luigino Pasquino, 59 anni di Serra San Bruno; Maria Dolores Passante, 61 anni di Guardavalle (Cz); Bruno Antonio Pisani, 56 anni di Serra San Bruno; Antonio Salvatore Scrivo, 62 anni di Brognaturo; Francesco Valente, 64 anni di Serra San Bruno; Maria Vellone, 63 anni di Serra San Bruno.  

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