Peculato alla Field, chiesto il processo per otto imputati

Sono stati raggiunti da una richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sul tracollo dell’ente in house della Regione Calabria guidato da Domenico Barile

Sono stati raggiunti da una richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sul tracollo dell’ente in house della Regione Calabria guidato da Domenico Barile

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Rischiano il processo le otto persone accusate, a vario titolo, di peculato nell’ambito dell’inchiesta sul tracollo della Fondazione Field, ente in-house della Regione Calabria finito al centro delle indagini della Procura di Catanzaro per una serie di presunte spese arbitrarie compiute tra novembre e dicembre 2011, quando una cifra pari a 161.894 euro – a parere dei magistrati – veniva auto-liquidata dagli odierni imputati a titolo di premi di produzione. Si tratta di un filone diverso rispetto a quello che ha già portato il presidente dell’ente Domenico Barile e il direttore amministrativo Lucio Marrello alla condanna per la sottrazione di circa 500mila euro dal capitale della medesima fondazione. I due compaiono anche tra i destinatari della nuova richiesta di rinvio a giudizio unitamente a Attilio Sarcone, Roberto Ferrari, Raffaele Manfredi, Sergio De Marco, Alfio Pisani e Onofrio Maragò, quest’ultimo sindaco di Sant’Onofrio. A riferirlo è l’edizione odierna de il Quotidiano del Sud. Secondo l’accusa, “in data 25 novembre 2011 e in data 5 dicembre 2011, gli imputati (tranne Sarcone e Ferrari) avrebbero provveduto all’effettuazione, dal conto corrente della Field, di bonifici (rispettivamente di 37.728 euro a favore di Barile e di 24.797 euro a favore degli altri) a titolo di premio di produzione per l’anno 2011, in tal modo comportandosi ‘uti domini’”. L’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Catanzaro, Tiziana Macrì, è fissata per il prossimo 26 marzo

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