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Dovrà ascoltare le intercettazioni in carcere per stabilire se Leone Soriano è capace di intendere e volere. Già respinta l’acquisizione dei verbali del pentito Emanuele Mancuso

Cronaca

Non ha terminato l’ascolto delle intercettazioni in carcere di Leone Soriano il perito della Procura distrettuale che dovrà pronunciarsi sulla capacità di intendere e volere dello stesso alla luce anche di un’integrazione della consulenza del Ctu che ha già riconosciuto nei confronti di Leone Soriano un grave disturbo bipolare. Da qui, nell’udienza odierna del processo “Ragno” in Corte d’Appello a Catanzaro, la richiesta di una proroga dei termini avanzata dal perito ai giudici per terminare l’ascolto delle intercettazioni e depositare la consulenza tecnica d’ufficio. Proroga concessa dalla Corte d’Appello che ha rinviato al 27 marzo prossimo. Gli imputati sono: Leone Soriano, di Pizzinni di Filandari; Gaetano Soriano (fratello di Leone) ed il figlio Carmelo Soriano; Graziella Silipigni; Francesco Parrotta; Giuseppe Soriano (figlio della Silipigni e nipote di Leone e Gaetano Soriano). Nei confronti di tutti gli imputati la Procura Generale di Catanzaro ha già formulato le richieste di condanna: 15 anni per Leone Soriano; 9 anni per Gaetano Soriano ed il figlio Carmelo Soriano; 3 anni, 4 mesi per Graziella Silipigni; 2 anni e 6 mesi per Francesco Parrotta; 10 anni e 8 mesi per Giuseppe Soriano. Nella scorsa udienza, la Corte d’Appello, presieduta dal giudice Marco Petrini, ha rigettato l’acquisizione nel processo dei verbali del collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso in quanto ritenuti irrilevanti rispetto alle imputazioni mosse nei confronti degli imputati. L’inchiesta “Ragno” ha permesso di ricostruire (coordinata dall’allora pm della Dda di Catanzaro, Giampaolo Boninsegna, e condotta sul campo dai carabinieri della Stazione di Vibo guidati dall’allora comandante Nazzareno Lopreiato) gli affari e gli assetti della “famiglia” Soriano di Pizzinni di Filandari. Il 28 maggio 2014 si era però registrata una raffica di assoluzioni per tutti gli imputati ad opera del Tribunale di Vibo Valentia, presieduto all’epoca dal giudice Fabio Regolo, ora pm alla Procura di Catania. La Corte d’Appello il 28 maggio 2015 aveva totalmente ribaltato il verdetto di primo grado stabilendo dure condanne. Il 20 aprile 2016, infine, la Cassazione ha annullato con rinvio le condanne ordinando un nuovo processo d’appello per tutti gli imputati. Nel collegio di difesa gli avvocati: Diego Brancia, Daniele Garisto, Giovanni Vecchio, Salvatore Staiano, Giuseppe Lopresti e Marzia Tassone. In foto in alto nel riquadro i fratelli Leone e Gaetano Soriano. Sotto: Goiseppe Soriano, Francesco Parrotta, Graziella Silipigni e Carmelo Soriano     LEGGI ANCHE: ‘Ndrangheta: Emanuele Mancuso e l’esplosivo proveniente dalle Preserre vibonesi

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