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Gaetano Muller condannato per aver accoltellato il cugino Bruno Lazzaro a causa di una ragazza contesa

Cronaca

Condanna a 30 anni di reclusione per Gaetano Muller, di 20 anni, di Sorianello. Questa la sentenza in abbreviato del gup del Tribunale di Vibo, Giulio De Gregorio, per l’omicidio del 27enne Bruno Lazzaro, ucciso con una coltellata all’addome il 4 marzo dello scorso anno. Gaetano Muller nel corso delle precedenti udienze aveva confessato il delitto, confermando l’iniziale ipotesi accusatoria. Le indagini, svolte sul campo dai carabinieri della Stazione di Soriano Calabro, diretti dal maresciallo Barbaro Sciacca, e dai militari dell’Arma della Compagnia di Serra San Bruno guidati dal tenente Marco Di Caprio, spiegano che Bruno Lazzaro era nipote di Salvatore Inzillo (fratello della madre di Gaetano Muller) ucciso nel giugno 2017 a Sorianello e ritenuto vicino al clan degli Emanuele. Bruno Lazzaro era quindi cugino di Gaetano Muller (sorelle le madri) ed era anche cugino di Salvatore Lazzaro, il 23enne ucciso il 12 aprile 2013 a colpi di fucile mentre si trovava agli arresti domiciliari nella sua abitazione di località "Fago Savini" di Sorianello. Gaetano Muller era inoltre fidanzato con la figlia minorenne di un esponente di spicco del clan Emanuele, attualmente detenuto a seguito della condanna rimediata nel processo antimafia "Luce nei boschi". Proprio la relazione intrapresa dalla stessa ragazza con Bruno Lazzaro avrebbe scatenato la furia omicida di Gaetano Muller contro il cugino, con lo stesso Muller che, dopo la coltellata, avrebbe chiamato i carabinieri affermando che Lazzaro si era ferito con un ferro.  Una versione non riscontrata dai militari dell’Arma e che ha infatti portato il pm a chiedere ed ottenere dal gip un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Particolarmente utili alle indagini si sono poi rivelate le conversazioni estrapolate dal cellulare della vittima ritrovato sul luogo ove è stata soccorsa la vittima. Di fatto, grazie a queste conversazioni si è potuto appurare che, pochi minuti prima dell’agguato, Bruno Lazzaro era stato messo in guardia dalla ragazza, ex fidanzata di Muller che temeva per la sua incolumità in quanto lo stesso era venuto a conoscenza della relazione fra i due. Gaetano Muller era difeso dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Vincenzo Galeota, mentre le parti civili erano assistite dagli avvocati Nazzareno Latassa e Marcello Scarmato. Nel corso della discussione, gli avvocati difensori di Muller avevano  chiesto la riqualificazione giuridica dell'accusa di omicidio da volontario a preterintenzionale, chiedendo al giudice il riconoscimento delle attenuanti generiche, la non ricorrenza della premeditazione nel fatto di sangue e la sussistenza della provocazione da parte della vittima. Il pm della Procura di Vibo Valentia, Olimpia Anzalone, aveva chiesto la condanna a 30 anni di reclusione. Richiesta pienamente accolta dal giudice.  In foto in alto Gaetano Muller, in basso Bruno Lazzaro   LEGGI ANCHE: Una ragazza contesa fra due cugini alla base dell’omicidio di Bruno Lazzaro (VIDEO)

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