Una ragazza contesa fra due cugini alla base dell’omicidio di Bruno Lazzaro (VIDEO)

Gaetano Muller sarebbe venuto a conoscenza della relazione fra la sua ex fidanzata ed il cugino, accoltellato in auto a Sorianello nel corso di un chiarimento

Gaetano Muller sarebbe venuto a conoscenza della relazione fra la sua ex fidanzata ed il cugino, accoltellato in auto a Sorianello nel corso di un chiarimento

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Arriva a poco più di due mesi dal fatto di sangue la svolta per il delitto di Bruno Lazzaro, il 27enne di Sorianello colpito con un fendente all’addome il 4 marzo scorso e deceduto due ore dopo in ospedale a Vibo Valentia. A finire in carcere, Gaetano Muller, 19 anni, cugino della vittima. I due cugini si sarebbero contesi la stessa ragazza minorenne (in precedenza fidanzata di Muller e successivamente di Lazzaro) con un chiarimento in località Savini di Sorianello dove a bordo di un’auto è stato accoltellato Bruno Lazzaro. E’ stato lo stesso Gaetano Muller a chiamare i carabinieri dicendo che il cugino si era ferito con un ferro. Versione non riscontrata dai carabinieri della Stazione di Soriano Calabro che, con il maresciallo Barbaro Sciacca ed il tenente alla guida della Compagnia di Serra San Bruno, Marco Di Caprio, al termine di serrate indagini, hanno portato il pm della Procura di Vibo, Olimpia Anzalone, a chiedere ed ottenere dal gip un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Muller proprio ieri era stato ammesso ai domiciliari dal Riesame di Catanzaro per il tentato omicidio di Giovanni Nesci e del fratello minorenne avvenuto il 27 luglio 2017, ma non ha fatto in tempo ad assaporare il profumo di casa. Particolarmente utili alle indagini si sono rivelate le conversazioni estrapolate dal cellulare della vittima ritrovato sul luogo ove è stata soccorsa la vittima. Di fatto, grazie a queste conversazioni si è potuto appurare che, pochi minuti prima dell’agguato, Bruno Lazzaro era stato messo in guardia dalla ragazza, ex fidanzata di Muller e figlia di un esponente di spicco del clan Emanuele, ritenuto esponente di spicco del clan Emanuele insieme al fratello Bruno (entrambi condannati per mafia nel processo “Luce nei boschi”), che temeva per la sua incolumità in quanto lo stesso era venuto a conoscenza della relazione fra i due. Muller aveva dato appuntamento in auto al cugino per portarlo in località Savini di Sorianello. Qui la lite però è degenerata e Muller (difeso dall’avvocato Giuseppe Di Renzo) è accusato di aver accoltellato Bruno Lazzaro.

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