L’omicidio di Lazzaro a Sorianello e tutte le dinamiche criminali nelle Preserre

Si continua ad uccidere nel Vibonese. Il fatto di sangue potrebbe inquadrarsi nello scontro fra i clan  Loielo ed Emanuele

Si continua ad uccidere nel Vibonese. Il fatto di sangue potrebbe inquadrarsi nello scontro fra i clan  Loielo ed Emanuele

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Proseguono a ritmo serrato le indagini dei carabinieri del Nucleo Operativo di Serra San Bruno per far luce sull’omicidio di Bruno Lazzaro, il 27enne ucciso (in foto) nel tardo pomeriggio di ieri con una coltellata all’addome mentre si trovava lungo la strada Statale 182 non lontano dalla località Fago Savini di Sorianello. Il giovane si trovava a bordo di un’auto insieme ad un familiare quando si sarebbe fermato per avere una discussione con alcuni soggetti. Una discussione presto degenerata con la vittima colpita a morte con un fendente. Non utili alle indagini, al momento, le dichiarazioni del familiare che era in auto insieme a Bruno Lazzaro che è deceduto poi in ospedale a Vibo Valentia dove era stato trasportato.

La vittima era nipote, per parte di madre, di Salvatore Inzillo, ucciso nel giugno scorso a colpi d’arma da fuoco a Sorianello e ritenuto vicino al clan degli Emanuele, in lotta da anni con il clan dei Loielo a cui sarebbero stati vicini i cugini di Lazzaro, uno dei quali, Salvatore, ucciso il 12 aprile del 2013 in località Fago Savini mentre si trovava agli arresti domiciliari. Il timore che il nuovo fatto di sangue possa essere inquadrato nella ripresa delle ostilità fra i due clan è più che concreto. 

Gli schieramenti. Lo “schieramento” delle forze in campo è tuttavia molto più complesso di quanto possa apparire. E’ in particolare un’informativa del Nucleo Operativo dei carabinieri di Serra San Bruno, diretta all’allora pm della Dda di Catanzaro Simona Rossi – ed agli atti dell’inchiesta “Romanzo criminale” – a ben “fotografare” gli assetti in campo rimarcando i legami di amicizia “tra i rispettivi accoliti” dei due gruppi in lotta: gli Emanuele e i Loielo.

Vicini ai fratelli e defunti boss Giuseppe e Vincenzo Loielo, uccisi a Gerocarne nel 2002 da un commando guidato dal boss Bruno Emanuele, o meglio a quelli che vengono considerati i loro eredi naturali: Rinaldo Loielo, 27 anni, figlio di Giuseppe, e l’omonimo Rinaldo Loielo, 23 anni, figlio di Vincenzo, vengono ritenuti una serie di giovani. Ovvero: i tre fratelli Bruno Lazzaro 30 anni (omonimo e cugino del Bruno Lazzaro ucciso ieri), Salvatore Lazzaro (ucciso il 12 aprile 2013 mentre si trovava agli arresti domiciliari) ed Enrico Lazzaro, 23 anni, tutti a loro volta cugini di primo grado del defunto Nicola Rimedio; quindi Giovanni Nesci, 28 anni, ferito a colpi d’arma da fuoco il 15 novembre 2011 ed il 28 luglio dello scorso anno (mentre si trovava a piedi in una viuzza di Sorianello insieme al fratello di 12 anni, peraltro affetto dalla sindrome di down), Nicola Ciconte di Sorianello, 29 anni, rimasto ferito con un’autobomba nel settembre scorso, ed i fratelli Cristian Loielo, 28 anni, Alex Loielo, 25 anni, e Walter Loielo, 23 anni. 

Con il clan dei fratelli Bruno e Gaetano Emanuele vengono invece indicati: il defunto Antonino Zupo (ucciso il 22 settembre 2012); Domenico Zannino, Domenico Tassone, 33 anni (rimasto ferito nell’agguato costato la vita a Filippo Ceravolo, il 19enne di Soriano ucciso per errore ed estraneo ad ogni contesto criminale), Gaetano Zupo e Giovanni Emanuele, 30 anni (vittima di un tentato omicidio l’1 aprile del 2013). 

Gli altri fatti di sangue. Da inquadrare nello scontro fra i clan anche l’omicidio di Domenico Ciconte, l’imprenditore boschivo di Sorianello ucciso il 25 settembre 2012. Domenico Ciconte era imparentato con Nicola Rimedio nonché cugino del padre di Nicola Ciconte, il giovane rimasto ferito a settembre dall’esplosione di una bomba collocata nella sua auto.

Due anni dopo (luglio 2014), quindi, il tentato omicidio di Valentino Loielo, 21 anni, figlio del boss Giuseppe, ferito a colpi di mitraglietta mentre viaggiava a bordo di una Fiat 500 con la sorella e la madre lungo la strada che da Sorianello conduce a Soriano Calabro. 

Nell’ottobre e nel novembre del 2015 altri due tentati omicidi contro la famiglia Loielo: il primo il 22 ottobre nei pressi di Ariola di Gerocarne quando i killer spararono, senza uccidere, con un fucile calibro 12 contro la macchina in corsa di Antonino Loielo che si trovava in compagnia della moglie in gravidanza, delle due figlie piccole e del primogenito maschio Alex, tutti cugini di Rinaldo e Valerio Loielo; il secondo il 5 novembre 2015 nella medesima località con bersaglio Valerio Loielo, Walter Loielo (fratello di Alex) e Rinaldo Loielo, quest’ultimo figlio dell’ex boss Vincenzo Loielo ucciso nell’agguato dell’aprile 2002 costato la vita anche al fratello Giuseppe.

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