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Con il luogo sacro aperto solo al mattino e gli ingressi laterali non sorvegliati, al pomeriggio l’area diventa “terra di nessuno”. I visitatori: «Qui neppure i morti possono stare tranquilli» 

I loculi distrutti nel cimitero di Vibo
Cronaca

Si trova nella zona vecchia del cimitero di Vibo Valentia la cappella profanata. E’ un luogo isolato, impossibile notare lo scempio che c’è all’interno. Bisogna trovarsi proprio lì davanti per rendersene conto. Ecco perché l’azione criminale è passata inosservata per diversi giorni. Oggi, la cappella è stata posta sotto sequestro. C’è un nuovo lucchetto a protezione, ma dalla vetrata sono ben visibili i loculi sfondati, all’interno cumuli di cemento misto a marmo. E le casse con i poveri resti dei defunti. Persino la targa esterna che riportava il cognome della famiglia proprietaria è stata divelta. «E’ un lavoro che ha richiesto molte ore, tanta fatica - ci spiega un operaio - ed è stato realizzato da più persone». Certo è che di tempo per mettere a segno il macabro piano, la banda di profanatori lo ha avuto, eccome. Il camposanto cittadino è infatti aperto solo al mattino. Due volte a settimana prolunga l’orario fino alle 16. Così ha disposto l’amministrazione comunale per far fronte alla cronica carenza di custodi. Tutti i pomeriggi, di fatto, il cimitero resta chiuso. Ed entrarvi al suo interno non sembra essere una missione tanto impossibile. Sul retro del luogo sacro, notiamo un piccolo varco nella recinzione in muro che rende l’area facilmente accessibile ai vandali. Probabilmente hanno usato proprio questo passaggio per portar via, indisturbati, le sette bare. A Vibo Valentia - capoluogo di una provincia ultima per qualità della vita e prima per numero di omicidi e densità criminale - non stanno in pace neppure i morti. Come e soprattutto perché le bare siano state trafugate, resta un mistero. Sperano di scoprirlo i carabinieri di Vibo Valentia che indagano sul caso. La cappella - che non versava affatto in una condizione di abbandono - è di proprietà di una famiglia che da tempo vive in Toscana, avvisata dell’accaduto da un amico che si trovava al cimitero. Gli inquirenti, cercano tracce utili. Chi ha commesso questa macabra azione criminale ha lasciato i resti dei defunti in alcuni sacchi. Ma perché portare via le casse? Qualcuno, con questa scellerata azione, avrebbe inteso prepararsi ad occupare quei loculi con altre bare? Sembra singolare, ma tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche questa. C’è sdegno e preoccupazione tra coloro che al cimitero vengono per pregare sulla tomba dei proprio cari defunti. C’è il dolore di una mamma che piange sulla lapide della figlia: «lasciate in pace i nostri morti» dice in lacrime.

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