Bonavena: «Nessuna bisca, il Poker Texas Holdem è attività sportiva»

Dopo il sequestro dei carabinieri parla il campione vibonese: «Scorretti i riferimenti a persone legate alla criminalità organizzata»

Dopo il sequestro dei carabinieri parla il campione vibonese: «Scorretti i riferimenti a persone legate alla criminalità organizzata»

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Il materiale sequestrato dall'Arma

Intende chiarire alcuni punti a suo dire «eccessivamente enfatizzati», ed offre la sua lettura dei fatti diversa da quella operata dagli inquirenti. Salvatore Bonavena – campione internazionale di poker coinvolto in un’operazione dei carabinieri di Vibo Valentia che ha portato al sequestro di un circolo ritenuto una bisca clandestina – in una nota stampa spiega: «Il Bellagio è un circolo ricreativo e sportivo all’interno del quale si praticano i più disparati giochi, dal biliardo alle freccette o i giochi di carte, compreso il Poker Texas Holdem, la cui connotazione sportiva costituisce ormai una caratteristica riconosciuta. Tanto che per dare clamore alla vicenda sono stati riconosciuti i miei successi internazionali, riportati dalla stampa nazionale proprio come riconoscimento sportivo.

Nell’articolo – prosegue Bonavena – viene riportata la presenza di vedette e sentinelle, circostanza questa inesistente, quasi a dare forza all’idea dello svolgimento di attività illecita e clandestina. Il locale era chiuso a chiave come di solito dato che l’ingresso è riservato ai soli soci. All’interno del locale vi erano diverse persone alcune delle quali impegnate in un torneo di Poker Texas Holdem nell’assoluta convinzione di svolgere una attività lecita per come avviene in tutte le parti d’Italia. Le forze di polizia intervenute hanno ritenuto che l’attività andasse configurata come penalmente rilevante provvedendo al sequestro del locale e del denaro presente. Ho fiducia  che la magistratura saprà dare una risposta definitiva sulla configurabilità o meno del reato di gioco d’azzardo nella pratica del Poker Texas Holdem ma sento la necessità di precisare che è stata fuorviante e inappropriata la definizione di bisca e soprattutto il richiamo alla presenza di persone legate alla criminalità organizzata. Per statuto sono ammessi come soci soltanto persone che dichiarano di non avere subito condanne e non sono sottoposte a procedimenti penali».

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