Strada del Mare e Asp di Vibo nel “mirino” della Corte dei Conti

 

Nella relazione pronunciata oggi nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario contabile, il procuratore Scerbo si è soffermata sul Vibonese

 

Nella relazione pronunciata oggi nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario contabile, il procuratore Scerbo si è soffermata sul Vibonese

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“Il fenomeno delle opere incompiute o inutilizzabili è tanto diffuso quanto grave sia in termini di spreco di risorse finanziarie che di detrimento dell’immagine della pubblica amministrazione, non facilmente perseguibile per svariati motivi tra cui anche la difficoltà ad agire tempestivamente”. Lo scrive, nella relazione pronunciata oggi nella cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti calabrese, il procuratore regionale contabile, Rossella Scerbo. Nella relazione viene, in particolare, segnalato il caso della Strada del Mare dove vi è stata “una progettazione lacunosa e illegittimità procedurali con la mancata acquisizione dei necessari pareri e autorizzazioni, per un danno ammontante a 10,5 milioni di euro e per una sovracontabilizzazione dei lavori realizzati con conseguenti pagamenti di Sal all’impresa esecutrice per importi maggiori rispetto ai lavori effettivamente realizzati per un ulteriore danno pari a 4,8 milioni di euro”. Il procuratore regionale della Corte dei Conti ha poi spiegato che si è trattato di “un’istruttoria molto complessa condotta grazie all’apporto di elevata professionalità della Guardia di Finanza di Vibo Valentia. La sentenza di parziale accoglimento delle accuse è stata impugnata per il capo d’accusa dove è stata dichiarata la prescrizione”. Affrontando altri aspetti, il procuratore regionale della Corte dei Conti ha spiegato che in Calabria si è dinanzi alla “quasi totale assenza di denunce da parte dei revisori dei conti, pure loro destinatari di un obbligo specifico, il che tanto pù meraviglia ove si tenga conto che la nostra Regione – evidenzia il procuratore – vanta un numero elevatissimo di Comuni che sono in dissesto o che hanno dovuto fare ricorso alle procedure di riequilibrio, situazioni queste che potenzialmente sono foriere di danno erariale per esempio nei casi ricorrenti di debiti fuori bilancio occultati. Nessuna denuncia – rileva poi la Scerbo – è pervenuta dalle Asp di Vibo Valentia e Crotone, neanche in materia di riconoscimento di debiti fuori bilancio correlati a eventuali fattispecie di responsabilità mediche o per forniture di beni e servizi”. Scerbo conclude annunciando che “ovviamente la Procura assumerà le iniziative del caso nella consapevolezza che in tale situazione, che quantomeno costituisce violazione di un obbligo normativo, si annidano potenziali danni erariali che possono essere di rilevante entità”.  LEGGI ANCHE: Scandalo “Strada del Mare”, la Procura contabile vuole un’altra condanna per Teti e Francolino

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