Scandalo “Strada del Mare”, la Procura contabile vuole un’altra condanna per Teti e Francolino

Appello alla sezione giurisdizionale di Roma per ottenere la dichiarazione di non avvenuta prescrizione per il danno causato dalla mancata realizzazione dell’opera

Appello alla sezione giurisdizionale di Roma per ottenere la dichiarazione di non avvenuta prescrizione per il danno causato dalla mancata realizzazione dell’opera

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La Procura della Corte dei Conti di Catanzaro ha presentato ricorso alla sezione giurisdizionale centrale di Appello di Roma contro la sentenza con la quale la magistratura contabile in primo grado ha dichiarato prescritta l’azione erariale con riferimento al danno da mancata realizzazione della Strada del Mare e per l’effetto estinto il diritto al risarcimento del conseguente danno per oltre dieci milioni di euro (10.508.949,39 euro) contestato all’ex dirigente della Provincia di Vibo Valentia Giuseppe Francesco Teti, 67 anni, di Filogaso, e al funzionario Antonio Francolino, 54 anni, di Vibo Valentia. Per danno da errata contabilizzazione, Teti è stato invece condannato a risarcire la Provincia di Vibo con la somma di 3.899.691,92 euro, mentre Francolino è stato condannato a pagare 974.922,28 euro. La Procura della Corte dei Conti, ritiene però che anche per il danno da oltre dieci milioni di euro vadano condannati sia Teti che Francolino in quanto il momento del termine di prescrizione per il danno da mancata realizzazione dell’opera decorre non dalla notifica dell’atto di citazione, ma dalla consulenza tecnica unica disposta nel procedimento penale (13 settembre del 2014), in cui per la prima volta, dopo una complessa ricostruzione dell’intera vicenda, sono stati ricondotti comportamenti illeciti a funzionari pubblici. Per la Procura contabile, in una seconda ipotesi, il dies a quo da cui calcolare la prescrizione potrebbe invece essere rappresentato dall’esito delle verifiche (19 marzo 2013) della Commissione interna d’inchiesta, istituita dall’allora  commissario straordinario della Provincia di Vibo”, che aveva rilevato gravi errori progettuali nell’opera pubblica. In ultima ipotesi – comunque alternativa a quella della notifica dell’atto di citazione – la Procura della Corte di Conti ritiene che il termine da cui far decorrere la prescrizione potrebbe essere rappresentato dalla domanda riconvenzionale della Provincia di Vibo che porta la data del 29 gennaio 2013, momento in cui si è avuta certezza che i lavori per la “Strada del Mare” non sarebbero più stati ripresi e l’opera non sarebbe stata conclusa per concorde volontà delle due parti contrattuali di risolvere il contratto di appalto. Da qui la richiesta della Procura contabile di rigettare la prescrizione e rimettere gli atti al giudice di primo grado per la prosecuzione del giudizio nel merito. Antonio Francolino, attuale responsabile del settore Viabilità della Provincia, era il responsabile unico del procedimento per la costruzione della Strada del Mare, mentre Giuseppe Francesco Teti era il direttore dei lavori. Sono difesi dall’avvocato Giuseppe Di Renzo e Vincenzo Belvedere.     LEGGI ANCHE: Strada del Mare chiusa fra Joppolo e Coccorino, firmata la convenzione per i lavori

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