Distacco d’intonaco in una scuola di Mileto, Città futura: «Si agisca subito»

I dirigenti dell’associazione politico culturale, nonché componenti del Consiglio d’istituto, Giordano e Galloro sollecitano l’intervento di riparazione di una perdita fonte di numerosi disagi

I dirigenti dell’associazione politico culturale, nonché componenti del Consiglio d’istituto, Giordano e Galloro sollecitano l’intervento di riparazione di una perdita fonte di numerosi disagi

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L'intonaco distaccatosi dal soffitto
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Dopo l’increscioso episodio della caduta d’intonaco dal tetto di una classi del plesso scolastico “Giuseppe Morabito” di Mileto, dovuto ad una perdita d’acqua verificatasi dai bagni soprastanti, oggi a lanciare l’allarme e a rivolgere un accorato appello, «affinché si esplichi un immediato intervento di riparazione, magari approfittando della lunga pausa delle vacanze pasquali, che come non mai quest’anno arrivano come un salvagente», sono i componenti del Consiglio d’istituto, nonché dirigenti dell’associazione politico culturale “Città Futura”, Salvatore Fortunato Giordano ed Elisa Galloro. «Vi è che purtroppo – affermano in una lettera inviata al commissario prefettizio Sergio Raimondo e al dirigente scolastico Giuseppina Prostramo – le infiltrazioni non si sarebbero ancora smaltite mentre le condizioni igienico sanitarie dei bagni, sono a dir poco allarmanti. Il mal odore, l’inutilizzabilità di alcuni elementi, aggravati dal fatto che detti accessori sono utilizzati da bambini in tenera età, hanno allarmato numerosi genitori, alcuni dei quali hanno riprodotto, a titolo di denuncia, alcune foto, che ritraggono una situazione allarmante tutta a discapito dell’incolumità dei bambini. Sicuramente – aggiungono – gli organi preposti, conoscendo la loro sensibilità, faranno, come probabilmente si sono già attivati a fare, qualcosa per rimediare, ma questo in un momento dove la scuola, che dovrebbe essere un punto di conferimento di fiducia nelle istituzioni e il baluardo della crescita dei nostri ragazzi, non basta». 

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Nella missiva, i due esponenti del Consiglio d’istituto e di “Città futura” focalizzano, quindi, l’attenzione sulla necessità di accendere i riflettori su tale problematica, «per ottenere un’azione immediata e anche programmatica più incisiva, per restituire non solo al plesso Morabito, ma a tutte le sedi scolastiche di Mileto, un senso di dignità, di luogo di esplicazione della legalità e del rispetto dei diritti umani dei giovani nel futuro». E, ancora, «per garantire ai piccoli allievi ma anche alla dirigente, agli insegnanti e a tutti gli operatori scolastici, che fanno di tutto per sopperire alle deficienze accumulate nel passato, e che spesso si ritrovano loro malgrado a dover operare senza averne le giuste condizioni, un vivere civile». Dal loro canto, Giordano e Galloro, «avendone in futuro le possibilità», promettono, poi, «il loro impegno costante, finalizzato a ricercare le giuste risorse e soluzioni agli atavici problemi, che attanagliano le scuole, e non solo, dell’intero Comune». La missiva si conclude con le richieste al commissario prefettizio Raimondo «che regge le sorti del Comune di Mileto e che, in qualità di Autorità sanitaria e di tutela della sicurezza pubblica sovrintende il territorio», di valutare le condizioni del plesso Morabito «attraverso la messa in moto di tutte le procedure di controllo, che servano ai genitori per avere risposte certe e immediate in relazione alla salubrità e sicurezza dei luoghi frequentati dai loro figli» e, infine, di organizzare un incontro «con tutti i genitori degli alunni frequentanti il plesso scolastico, onde chiarire gli interventi che si intendono realizzare nell’immediatoe lo status quo».

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