Serra San Bruno, la denuncia della Pro loco: «Dal Comune solo chiusura e silenzi»

L’associazione ritorna sul caso della revoca della sede da parte dell’ente locale e segnala un atteggiamento di ostruzionismo rispetto al suo operato 

L’associazione ritorna sul caso della revoca della sede da parte dell’ente locale e segnala un atteggiamento di ostruzionismo rispetto al suo operato 

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«Eravamo rimasti al giorno 24 gennaio quando con una missiva il primo cittadino di Serra San Bruno, usando i gerghi e i modi che in politica usano per liquidare velocemente e dolcemente l’avversario (elogi e complimenti), ci intimava di fatto e senza appello di lasciare Palazzo Chimirri in soli sei giorni. Modi e tempi che di certo superano quelli dell’agente di riscossione più incallito, ma che di fatto, avendo noi una certa dose di responsabilità, non ci hanno impedito di portare a termine lo sgombero per non intralciare l’avvio dei lavori della biblioteca. Nella stessa lettera il sindaco, conscio dell’importanza dell’operato della nostra associazione, si impegnava formalmente a individuare anche nel breve tempo una sede opportuna. Non solo questo non è avvenuto, ma addirittura nessuno della nostra associazione è mai stato contattato al riguardo. Così come il 31 marzo non è avvenuta l’inaugurazione della nuova biblioteca». 

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È quanto riferisce in un comunicato stampa la Pro loco di Serra San Bruno in relazione alla querelle che oppone l’associazione culturale all’ente locale sulla questione della sede. «Ci eravamo presentati con tutti i libri raccolti con l’iniziativa da Noi organizzata “Dona un Libro” – aggiunge il direttivo della Pro loco -, per consegnarli e per contribuire alla crescita culturale della nostra cittadina. Ma ci siamo trovati di fronte una porta chiusa, un silenzio freddo, che permea ora e governa i rapporti tra chi si impegna volontariamente e incondizionatamente alla crescita di una comunità e chi dovrebbe agevolare, tutelare ed incentivare quest’impegno e non intralciare o cercare di sostituirsi per sentimento competitivo. Eppure, in campagna elettorale, la nostra associazione doveva essere un punto di riferimento per manifestazioni di valorizzazione del territorio nonché uno strumento valido per il rilancio turistico della “Nostra Serra”. Evidentemente nei piani dell’amministrazione qualcosa è cambiato, o forse non è mai nato o peggio ancora si è promesso ciò che puntualmente non è avvenuto». A dimostrazione del «cambio di rotta, o meglio del “contrordine”, il repentino calo dei fondi messici a disposizione (sole 1.000 euro per tutte le manifestazioni del 2018), ed il silenzio cupo anche sulle ottime riuscite delle nostre manifestazioni. Un silenzio che prova il fatto che l’importante non è aver raggiunto un ottimo risultato per la collettività ma, forse, il fatto che tale risultato l’ha raggiunto la nostra associazione. Basti pensare che la Festa del Fungo ha creato un indotto economico per la popolazione e i commercianti serresi, che altre manifestazioni che hanno ricevuto il pubblico plauso dei nostri amministratori non hanno lontanamente raggiunto». 

Per la Pro loco «sono molti gli interrogativi e le risposte che ci siamo dati, in quanto dalle belle parole si è poi passato al silenzio e alla chiusura. Eppure quello che ci solleva e ci dà la forza di andare avanti è l’amore per la nostra terra, per i nostri concittadini, che si sono dimostrati vicini e che si sono fatti avanti per ospitarci. Ed è proprio questo, il messaggio che in verità la nostra associazione ha più bisogno, capire e sentire che la popolazione è dalla sua parte, capire che se si è coscienti del proprio operato non bisogna mai indugiare, capire che il dovere di contribuire alla crescita della nostra terra viene sempre ripagato. Certo salta all’occhio il fatto che in altre realtà, alle Pro loco, vengono consegnati in gestione palazzi importanti, mentre nella nostra, l’unica cosa che più importa è ostacolare il nostro operato. Il silenzio e la chiusura non hanno fatto altro che aprire altre porte, altri cuori».

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