Omissione d’atti d’ufficio: assolti dirigenti del Comune di Vibo

 Al centro delle contestazioni era finita la documentazione per l’infermità da riconoscere ad un dipendente comunale

 Al centro delle contestazioni era finita la documentazione per l’infermità da riconoscere ad un dipendente comunale

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Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia ha assolto dal reato di omissione d’atti d’ufficio Adriana Teti, 62 anni, e Paolo Tripodi, 48 anni, entrambi dirigenti del Comune di Vibo Valentia. Secondo l’accusa, Adriana Teti nella sua qualità di dirigente del servizio “Personale” del Comune di Vibo Valentia e Paolo Tripodi, quale responsabile del servizio “Gestione Risorse umane”, avrebbero omesso di inoltrare al Ministero dell’Economia e delle Finanze la documentazione istruttoria suppletiva attinente l’istanza per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di un’infermità denunciata il 6 marzo 2009 da Leoluca Patania, sebbene richiesta dallo stesso Dicastero nonché esortata dall’interessato. I fatti al centro delle contestazioni risalgono al 2015. Parte offesa nel procedimento, Leoluca Patania, in servizio al Comune di Vibo all’ufficio anagrafe, assistito dall’avvocato Diego Brancia. Adriana Teti era difesa dall’avvocato Sonia Lampasi, Paolo Tripodi (residente a Gioia Tauro) era invece assistito dall’avvocato Girolamo Albanese. Nel corso del giudizio si sono avvicendati sul banco dei testimoni oltre alla persona offesa ed agli investigatori operanti, diversi dipendenti comunali i quali hanno definitivamente chiarito come funzionasse all’epoca il sistema di ricezione degli atti al Comune di Vibo Valentia. Nel corso delle loro conclusioni, l’avvocato Sonia Lampasi per la Teti e l’avvocato Girolamo Albanese per Tripodi, hanno sostenuto l’insussistenza di qualsivoglia omissione da parte dei loro assistiti ed il Tribunale in accoglimento delle richieste difensive ha emesso pronuncia assolutoria.

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