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L’associazione antimafia loda l’operato delle forze dell’ordine e della Dda: «Per troppo tempo il Vibonese vittima di silenzi. I cittadini continuino a denunciare»

Cronaca

Due operazioni nel giro di tre giorni hanno assestato un duro colpo alla ‘ndrangheta vibonese. Due attività di polizia per le quali oggi l’associazione antimafia Libera esprime un plauso, che va «agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria per il loro incessante e costante impegno». Il sodalizio parla della necessità del territorio vibonese, a cui la Procura antimafia di Catanzaro sta andando incontro, di «acquisire fiducia nello Stato, sentirlo vicino ai problemi e alle necessità di chi lo abita, buttando giù quel muro di matrice storicoculturale che per anni si è frapposto tra i cittadini e le istituzioni». «Nell’ultimo periodo, nella provincia di Vibo Valentia - si legge in una nota - sono state diverse le operazioni di rilievo condotte, con elevata competenza e professionalità, dalle forze dell’ordine coordinate dalla Dda di Catanzaro, basti pensare a quelle appena compiute nella settimana scorsa che generano nuova speranza e fiducia». Il riferimento è all'operazione “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani, ed all'operazione “Errore Fatale” che ha interessato parte dei vertici della cosca Mancuso.

«Per troppo tempo - continua Libera - il territorio vibonese ha pagato il prezzo di sottovalutazioni, negazionismi e riduzionismi geografici che nel tempo hanno permesso il diffondersi indisturbato delle cosche criminali. Oggi possiamo dire a gran voce che lo Stato nella nostra provincia c’è ed è forte e mira a garantire il diritto dei cittadini di vivere senza paura, quello degli imprenditori onesti di lavorare senza oppressioni e degli enti locali di poter agire ed amministrare il bene comune senza collusione». Ma per sconfiggere le mafie «questo non è sufficiente, serve il contributo della cittadinanza attiva e responsabile, serve che ognuno di noi senta nella propria coscienza l’inamovibile necessità di un riscatto e la responsabilità di essere parte dell’emancipazione socioculturale che vuole costruire percorsi di democrazia e legalità». Secondo gli attivisti del movimento antimafia «non ci sono più scusanti, è giunto il momento di avere fiducia, di decidere da che parte stare, di mettere da parte paura, rassegnazione, indifferenza ed attraverso la forza della denuncia rompere quel silenzio che da sempre rappresenta uno dei cardini su cui si fonda la forza della ‘ndrangheta; solo in questo modo la speranza del cambiamento e della liberazione della nostra terra può assumere la prospettiva della possibilità».

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